lunedì, luglio 31, 2017

Luglio 2017. Il meglio



Foto da www.tarkus-magicmac.blogspot.it

Un elenco già lungo di nomi si affaccia già tra i candidati al top del 2016.
Gospelbeach, Paul Weller, Stone Foundation, Charlatans, The Ride, Little Barrie, Strypes, Don Bryant, Godfathers, Sleaford Mods, Como Mamas, Songhoy Blues, Sinkane, Juliana Hatfield, Gemma & the Travellers, Ani Di Franco, Kevin Morby, Neville Staple, Will Sessions tra gli stranieri, Edda, Cut, Julie's Haircut, Senzabenza, Cesare Basile, Diplomatics, Don Antonio, Gang, Strato's, Five Faces, Todo Modo, Love Thieves tra gli italiani.


ASCOLTATO

STRYPES - Spitting image
Terzo album e nuovo passo evolutivo verso un sound sempre più personale che conserva il gusto 60’s dei ma si sposta dalle parti di quelle atmosfere che furono care a nomi come Elvis Costello, Joe Jackson, Undertones degli esordi.
Anche Arctic Monkeys, un po’ del sempre amato rhythm and blues e sapori dal mod revival del 1979 (Jam, Merton Parkas, Secret Affair).
Brani di grande spessore compositivo, splendidi i suoni, grande groove.
Album eccellente (dopo il deludente precedente).

CHILDHOOD - Universal high
Molto bello il nuovo album della band di Brixton.
"Universal high" parla quel linguaggio easy soul caro agli Style Council, Isley Bothers, addirittura Curtis Mayfield.
Un tocco di funk tanto pop e un groove delizioso.

COOKIN ON 3 BURNERS - Lab Experiments Vol.1: Mixin' Il trio australiano firma il quinto album come sempre a base di Hammond Funk (strepitosa la cover strumentale di "Enter Sandman" dei Metallica), tocchi Northern Soul e soul (nei tre brani cantati da altrettante ospiti).
Album fresco e gustoso.

SONGHOY BLUES - Resistance
Poderoso secondo album per la band del Mali. Afro funk, hard prog rock, african soul, reggae, ritmiche travolgenti, brani anfetaminici, chitarre desert, cambi di tempo improvvisi.
In un brano ospitano Iggy Pop !
Notevole, tra i migliori momenti dell'anno.

FREAK ANTONI - Freak Out
“Freak-Out”è l'ultimo Cd di Freak Antoni prodotto da Fabrizio Federighi con al pianoforte la compagna Alessandra Mostacci, che ha composto anche le musiche.
Un Freak inedito o quasi, alle prese con brani malinconici, arrangiati con il solo appoto del piano e di varie basi elettroniche.
Su tutto la sua inconfondibile voce. Ci sono anche le rivisitazioni di "Gelati" e "Sono un ribelle mamma" degli Skiantos e "Una brava ragazza" di Tenco. Un ulteriore rammarico per la prematura scomparsa.

PICKWICK - LoveJoys
Secondo album per la band di Seattle. Soul rock, qualche tocco funk, voce in falsetto, ottimo groove.
Niente di straordinario ma un buon disco "black".

MAGIC CIGARETTES - Cooked up special
Secondo album per la band trentina e convincente immersione in atmosfere 60's che spaziano dal garage alla psichedelia.
Ma è soprattutto un viaggio nel miglior freakbeat tardo 60's tra Creation, Chocolate Watch Band ma con echi West Coast alla Love e un'impronta cupa che rende il tutto piuttosto originale e personale. Il sound è ruvido e aspro soprattutto nel pirotecnico finale di "Panc" che riporta a un mix tra Miracle Workers e primi Dream Syndicate.

MICK JAGGER "England lost" / "Get a grip"
Un singolo a sorpresa con due discreti ma nulla più brani di heavy funk in cui parla dei problemi dell'Inghilterra tra immigrazione, scandali etc etc.
Niente di particolare o di sostanziale: https://www.youtube.com/watch?v=98gj0z0RkXE&list=PL8r1f6KgyXQ-l20LWcIZwJpMUTidnK-WQ&index=1

ASCOLTATO ANCHE :
LITTLE STEVEN (ottimo album di rock soul), SHEER MAG'S (punk acido e voce femminile stridula. Efficace), BROKEN SOCIAL SCENE (pop, rock, wave, tante cose ma non particolarmente interessante), PETER PERRETT (l'ex Only Ones con un album Lou Reediano, non male), WAXATCHEE (cantautorato femminile aspro ma non troppo. Trascurabile), BEDOUINE (di origine siriana, un bel folk pop molto gradevole), LANA DEL REY (se soffrite d'insonnia è l'album ideale per addormentarvi in 5 minuti)

LETTO

IGNAZIO SILONE - Fontamara
Capolavoro della letteratura italiana, stile asciutto e drammatico ma che sa essere ironico e amaramente ilare.
E ci ricorda, in tempi bui in cui qualcuno ha nostalgia di tempi ancora più bui, la vera faccia del fascismo, al servizio dei padroni e dei potenti, a discapito dei poveri e degli ultimi.

GABRIELE FINOTTI - Orzorock XX - 20 edizioni di musica in Trebbia
Per festeggiare i 20 anni di Orzorock, consolidato e mitico festival piacentino che si svolge sulle rive del fiume Trebbia, il suo ideatore guida Gabriele Finotti ne ripercorre la storia, edizione per edizione con dati, dettagli, aneddoti, testimonianza. Ogni riga trasuda passione totale, assoluta, amore per la musica, attraverso spontaneità e urgenza.
Lunga vita !!!

GIL SCOTT HERON - Last Holyday - A memoir
MARCUS BARAM - Gil Scott Heron: Pieces of a man

Due letture "di lavoro" in preparazione alla riedizione di "The bluesologist" su Gil Scott Heron" in uscita a marzo 2018.

VISTO

FANTASTIC NEGRITO - Villa Medicea - Poggio a Caiano (Prato) 17 luglio
I dettagli li potrete leggere nel numero di settembre di Classic Rock Italia.
Per ora posso dire che il concerto di FANTASTIC NEGRITO (Fantastic Negrito) nello splendido scenario della Villa Medicea di Poggio A Caiano (Prato) è stato uno dei più travolgenti e intensi degli ultimi anni. Un mix di Gil Scott Heron, James Brown, Gun Club, Violent Femmes, John Lee Hooker, Skip James, Jack White, Led Zeppelin, Curtis Mayfield, Screaming Jay Hawkins.
....people decides....

KAMASI WASHINGTON - Bologna - Botanique 19 luglio
Spettacolare e spaziale esibizione di KAMASI WASHINGTON in un affollato "Botanique" a Bologna.
Nonostante i prezzi non particolarmente modici (25 euro) sono centinaia e centinaia le persone che accorrono a verificare lo spessore, talvolta discusso, del saxofonista californiano.
In molti lo considerano una nuova stella del jazz, c'è chi lo ha liquidato come manierista e derivativo.
Ebbene io, che so poco di jazz e vado a sensazioni, anima e cuore, sono rimasto estasiato, conquistato, stordito da tanta bellezza.
Non solo estetica, non solo tecnica (musicisti incredibili, Brandon Coleman alle tastiere pauroso, i due batteristi pazzeschi, bravo pure il padre di Kamasi al sax tenore) ma soprattutto emotiva.
Kamasi accentua il lato funk jazz, le ritmiche sono serrate, solo raramente si abbandona a immersioni nello spiritual jazz. Un tripudio di incastri sonori di eccellenza totale.
"Change of the guard" e Rhythm changes" da "The epic" i migliori momenti.
Non concede bis ma va bene così.

FESTIVAL BEAT 1-2 luglio
GRAHAM DAY and the FOREFATHERS ha cancellato tutti (tra brani dei Prisoners come "Love me lies" e "Melanie", di Solarflares come "You want blood" e un finale con una deragliante "Hush"). Suona rauco, duro, minimale, primitivo.
Voce pazzesca, attitudine totale.
ARCHIE & the BUNKERS sono due minorenni che fanno garage punk con tastiera e batteria, coverizzano Dead Boys e Stooges, sembrano gli Screamers o i Suicide in speed e spaccano anche loro.
Gli altri gruppi (dai Mummies ai Rippers): alcuni ottimi altri meno.

SERGIO CAMMARRIERE - Gragnano (PC) 12 luglio
Non ho mai seguito più di tanto la sua carriera (nè la seguirò in futuro) ma il suo concerto con quartetto jazz al seguito è molto piacevole, tra ritmi jazz, samba, latini con una band bravissima che si concede assoli eccellenti.

IN CANTIERE

** Il 20 agosto a PESARO presento i libri su Ray Charles e Paul Weller al Garden Artfest 2017 nel Parco Orti Giuli.
https://www.facebook.com/events/467188636991828/
** Il 28 settembre al Melville di San Nicolò (Piacenza) presentazione "Soul Books" con Eddy Cilìa e Carlo Bordone.
** Il 03 ottobre alla Libreria Irnerio di Bologna presentazione "Soul Books"
** Paul Weller arriva il 10, 11 e 12 settembre a Bologna, Genova, Milano.
** I Madness il 28 ottobre a Bergamo e il 29 a Padova.
** Michael Kiwanuka il 17 novembre a Parma.

E ancora Il Senato che potrebbe tornare live entro la fine dell'anno, la riedizione della biografia su GIL SCOTT HERON a marzo con relativo tour di presentazione, due o tre libri su cui lavorare, un doc film etc etc...stay in touch.

sabato, luglio 29, 2017

La scala inamovibile del Sacro Sepolcro



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

A Gerusalemme, appoggiata ad una finestra del Santo Sepolcro, c'è una scala di legno inamovibile.

Non si conosce chi l'abbia messa lì ma le prime notizie della sua presenza risalgono al 1.757 anche se una litografia del 1.728 ce la mostra al solito posto.
Inamovibie perchè nulla si può toccare nel Sacro Sepolcro senza il consenso delle sei correnti religiose che hanno a che fare con l'edificio per non alterare lo STATUS QUO.

Ad esempio ne nacque un conflitto verbale tra la Chiesa Ortodossa Greca e quella Apostolica Armena su chi potesse o dovesse occuparsene.
E'stata brevemente rimossa solo due volte, nel 1997 e nel 2009 ma velocemente rimessa al suo posto all'insorgere di vari problemi e proteste tra le varie correnti religiose.

Classic Rock



Nel nuovo numero di CLASSIC ROCK ho scritto parecchio:

in uno speciale sul PAUL MC CARTNEY solista dei suoi album "Choba CCCP", "Driving rain", "Run devil run", "Flaming pie", "New".
Recensisco poi "CHUCK" di CHUCK BERRY, "Witness" di BENJAMIN BOOKER, "Another summer" dei GOSPELBEACH e la compilation "Chicago play the Stones".
Nella rubrica ROUND UP ITALIA parlo degli album degli Horrible Snack, di Carlo Barbagallo, degli Alley, degli Skom e dei Bang Bang Vegas.

Su LIBERTA' riprendo a scrivere a metà agosto.

venerdì, luglio 28, 2017

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

ELECTRIC FRANKESTEIN - What me worry?
Un dimenticato album solista di PAOLO TOFANI degli Area che raccoglie nastri incisi qualche anno prima (nel 1972, anno in cui rifiutò l'offerta di Brian Ferry e Brain Eno di unirsi al loro nuovo gruppo, i Roxy Music !!!)).
Paolo suona tutto tra brani acidi e psichedelici, momenti quasi glam e la nota capacità tecnica che ne fa uno dei migliori chitarristi italiani di sempre.
Un album ancora interessante e particolare.

BOBBY KEYS - Bobby Keys
Sax dei Rolling Stones ma anche di John, Ringo e George, Joe Cocker, Clapton, Marvin Gaye, presente alla session del 1974 a L.A. con John Lennon e Paul McCartney.
Una figura di primo piano del classic rock, compagno di vizi di numerose star.
Nel 1972 si concede un album solista e con lui ci sono George Harrison, Ringo Starr, Nicky Hopkins, Eric Clapton, Jack Bruce e probabilmente qualche altro nome eccellente non accreditato.
Lavoro strumentale che spazia tra rock, momenti più soul, un po' di blues, senza mai diventare particolarmente interessante purtroppo e restando in un anonimato "dorato". Giusto una curiosità.

ZOOT MONEY BIG ROLL BAND - Were you there ?
La grande band dei 60s' ha lasciato solo due (pregevoli) album, "It should been me" e "Live at Klook's Kleek", sufficenti a farne uno dei nomi più rappresentativi (con Georgie Fame e Graham Bond) della scena rhythm and blues "bianca" del tempo, seguitissima dai mods.
E' riemerso anni dopo questo altro stupendo live con 19 brani registrati nel 1966 e che coglie al meglio quello che era un concerto della band all'epoca. Un sacco di cover (da Marvin Gay a Ray Charles), qualche originale ma soprattutto una verve e un'energia comune a pochi. Zoot Money furoreggia all'organo, alla voce troviamo spesso Herbie Goins, alla chitarra il giovane Andy Summers, futuro Police.

MICKEY STEVENSON - Here I am
Compositore, dirigente e produttore della Motown (co autore di brani come "Dancing in the streets", "Uptight", "Devil with the Blue Dress On" (che portò al successo Mitch Rider), ""Stubborn Kind of Fellow", nel 1972 si prese la soddisfazione di un album tutto suo. E che album ! Soul di sofisticata fattura, ottima voce, brani di prima qualità (tra cui una versione eccellente di "Rocky Racoon" dei Beatles).
Ottimo e consigliato.

mercoledì, luglio 26, 2017

Astrid Kirchherr with the Beatles - Bologna



Mostra molto bella e imperdibile per ogni fan dei Beatles in scena a Bologna.

Retrospettiva che ripercorre i giorni di Amburgo dei Fab Four (ai tempi Five con Pete Best e Stu Sutcliffe) attraverso gli scatti della fotografa Astrid Kirchherr.

Sguardi adolescenziali, quasi infantili, foto intensissime e commoventi, esaltate dal grande formato e da un'illuminazione riuscitissima.
Stringe il cuore la session scattata nel loft di Stu, fidanzato di Astrid, morto poco tempo prima, con lo sguardo sconsolato di John.
La band e la Kirchherr rimasero legati da profonda amicizia e si ritrovarono spesso insieme. Fu l’unica fotografa ammessa sul set di “Hard Day’s Night” da cui sono prese alcune immagini inedite.

Completa la mostra l'esposizione di alcuni pezzi rarissimi forniti dal collezionista piacentino Alberto Dosi, possessore di oltre 1.000 dischi dei Beatles.

Di Astrid il blog aveva già parlato qui: http://tonyface.blogspot.it/2015/08/astrid-kirchherr.html

Orari
Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica: 11-19
Giovedì: 11-22

Sede
Palazzo Fava
via Manzoni 2, Bologna

Peter Gabriel - s/t (Melt)



Rock goes punk è una rubrica che esplora in una serie di post gli album di gruppi provenienti dal rock (più o meno) classico e che furono influenzati da punk e new wave. Dopo i primi due album solisti di Iggy Pop, "The idiot" e "Lust for life" del 1977 e la trilogia di Lou Reed il 1978 e il 1979 "Street hassle", "Take no prisoner" e "The bells", Marianne Faithfull e "Broken english" Nico e "Drama of exile", John Cale e "Sabotage", "Exposure" di Robert Fripp, "Nadir's Big Chance" di Peter Hammill, tocca oggi al terzo album di PETER GABRIEL, omonimo ma conosciuto come "Melt"

I precedenti post qui:
http://tonyface.blogspot.it/2017/05/iggy-pop-idiot-lust-for-life.html

Se i primi due album solisti dell'ex leader dei Genesis conservavano caratteristiche legate al passato o comunque conformi a sonorità rock più o meno classiche, con il terzo lavoro del 1980 (che ancora una volta non ha titolo anche se è conosciuto come"Melt" e corredato da una sempre stupenda copertina a cura della Hipgnosis) passa a una dimensione più vicina a quanto accade da un po' nella scena musicale internazionale.

Ad aiutarlo il solito Robert Fripp, l'ex sodale Phil Collins, Paul Weller in un brano e uno stuolo di altri collaboratori.

I suoni sono fratelli di certa new wave elettronica e tribale, spesso duri, pulsanti e ossessivi, i testi diventano impegnati (in "Biko" e "Games without frontiers"), il tono generale è moderno e avanguardistico.
Rimarrà il suo capolavoro insuperato.

BIKO
https://www.youtube.com/watch?v=luVpsM3YAgw

NO SELF CONTROL
https://www.youtube.com/watch?v=3yEcTB2va5E

GAMES WITHOUT FRONTIERS
https://www.youtube.com/watch?v=95SWMqzM_Sg

martedì, luglio 25, 2017

Jawbone



Sempre difficile fare un film sul pugilato.
Lo schema è spesso il solito: duri allenamenti e combattimento sanguinoso e grand guignolesco che finisce con il protagonista a pezzi ma vincitore.

Non sfugge alla regola JAWBONE di Thomas Q. Napper e scritto (e interpretato, già attore della serie TV "This is England" e in tanto altro) da Johnny Harris.
Nel film è Jimmy McCabe, ex pugile, una vita rovinata dall'alcool che prova a rientrare nel giro ma trova solo un combattimento clandestino.
Combattendo per ritornare ad essere in forma e contro la dipendenza troverà la vittoria e la forza per provare ad uscire dall'alcolismo.
Film molto crudo, diretto e tipicamente brit.

La colonna sonora di PAUL WELLER, elettronica, cupa e poco orecchiabile si adatta benissimo ai colori lugubri della vicenda.
Consigliato.

https://www.youtube.com/watch?v=ppBlSpdVlEA

lunedì, luglio 24, 2017

Global Music Report 2017 - Il vinile



Qualche dato sulla musica nel mondo nel 2016.
La crescita dei ricavi globali è stata + 5.9%,i ricavi derivati dal digitale 50% (con una crescita del 17.7%). La crescita dei ricavi steaming + 60.4%. Il supporto fisico è calato del 7.6%, - 20.5% i ricavi del download.

MERCATI per VENDITE VINILE

1) USA 17.2 milioni di copie (28% sul mercato fisico)
2) INGHILTERRA 4.2 (14%)
3) GERMANIA 3.5 (7%)
4) FRANCIA 1.6 (7%)
5) GIAPPONE 1.6 (1%)
6) CANADA 1.5 (22%)
7) OLANDA 1.4 (22%)
8) ITALIA 0.8 (11%)
9) AUSTRALIA 0.7 (14%)
10) COREA DEL SUD 0.5 (7%)

La crescita del vinile è stata registrata in quarantanove mercati del mondo, a fronte di soli tre piccoli mercati in cui si registra un calo.
Dopo 10 anni successivi di crescita il vinile rappresenta il 10.5% di tutte le vendite fisiche nel 2016 e il 3.6% dei ricavi totali nel mondo.
Ci sono indicazioni di un collegamento diretto tra la crescita della vendita dei vinili e la crescita dello streaming.
Le vendite dei vinili sono cresciute fortemente in paesi come Danimarca, Australia, Norvegia, Corea del Sud, in concomitanza con la progressiva diffusione dello streaming.

sabato, luglio 22, 2017

Libertà



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo delle CANZONI dell'ESTATE, del fenomeno del Firmacopi In Store e di VIRGILIO SAVONA.

Nella foto il numero della scorsa settimana.

venerdì, luglio 21, 2017

Ignazio Silone - Fontamara



Capolavoro della letteratura italiana, stile asciutto e drammatico ma che sa essere ironico e amaramente ilare in un contesto di devastazione, violenza, soprusi, povertà assoluta.
E ci ricorda, in tempi bui in cui qualcuno ha nostalgia di tempi ancora più bui, la vera faccia del fascismo, al servizio dei padroni e dei potenti, a discapito dei poveri e degli ultimi.

L'asino irragionevole ha bisogno di una certa quantità di paglia.
Tu non puoi ottenere da lui ciò che ottieni dalla vacca o dalla capra o dal cavallo.
Nessun ragionamento lo convince.
Nessun discorso lo muove.
Ma il cafone invece ragiona, il cafone può essere persuaso.
Può essere persuaso a digiunare, può essere persuaso a dare la vita per il suo padrone. Può essere persuaso ad andare in guerra.
Può essere persuaso che nell'altro mondo c'è l'inferno benchè lui non l'abbia mai visto. Vedete le conseguenze.
Guardatevi intorno e vedete le conseguenze.
Un essere irragionevole non ammette il digiuno.
Dice: se mangio lavoro, se non mangio non lavoro.
O neppure lo dice, perchè così ragionerebbe ma per naturalezza così agisce.

giovedì, luglio 20, 2017

Kamasi Washington Bologna 19 luglio 2017 Botanique



Spettacolare e spaziale esibizione di KAMASI WASHINGTON in un affollato "Botanique" a Bologna.
Nonostante i prezzi non particolarmente modici (25 euro) sono centinaia e centinaia le persone che accorrono a verificare lo spessore, talvolta discusso, del saxofonista californiano.
In molti lo considerano una nuova stella del jazz, c'è chi lo ha liquidato come manierista e derivativo.

Ebbene io, che so poco di jazz e vado a sensazioni, anima e cuore, sono rimasto estasiato, conquistato, stordito da tanta bellezza.
Non solo estetica, non solo tecnica (musicisti incredibili, Brandon Coleman alle tastiere pauroso, i due batteristi pazzeschi, bravo pure il padre di Kamasi al sax tenore) ma soprattutto emotiva.

Kamasi accentua il lato funk jazz, le ritmiche sono serrate, solo raramente si abbandona a immersioni nello spiritual jazz. Un tripudio di incastri sonori di eccellenza totale.
"Change of the guard" e Rhythm changes" da "The epic" i migliori momenti.
Non concede bis ma va bene così.

lunedì, luglio 17, 2017

Carmen Villani



Personaggio poliedrico e molto particolare, CARMEN VILLANI è spesso ricordata prevalentemente per il periodo cinematografico con film riconducibili al genere "sexy" (per quanto, visti oggi, castigatissimi) ma che si mosse in ambito musicale, tra 60's e 70's, con brani molto interessanti.
Purtroppo i progetti più intriganti non ebbero fortuna.

Debutta giovanissima vincendo a 15 anni vince il Festival di Castrocaro con un brano di Lelio Luttazzi, Quando una ragazza (a New Orleans). Dopo un paio di singoli viene notata da Fred Buscaglione che la ingaggia nel suo gruppo, gli Asternovas ma la scomparsa del cantante nel 1960 interrompe la possibile collaborazione.

Ma la sua carriera esplode poco dopo con una serie di brillanti 45 giri, spesso intrisi di beat e rhythm and blues, da ""Congratulazioni a te" del 1964, ""Baby love" (ottima cover in italiano del brano delle Supremes), B Side de "La verità" del 1965, "Anche se mi vuoi" e la divertente "Passa il tempo" del 1966.
Il grande successo nel 1966 arriva con la stupenda, un classico, "Bada Caterina" scritta da Armando Travaioli con testo di Franco Migliacci, parte della colonna sonora del film “Adulterio all'italiana” con Nino Manfredi e Catherine Spaak.

Bissata da "Mille chitarre contro la guerra" canzone di protesta antimilitarista, in piena Guerra del Vietnam, che cita anche Bob Dylan nel verso “Ma le parole volano nel vento” ispirato a “Blowin’ in the wind” e chiamandolo in causa con un esplicito "Ehi amico Bob che canti da laggiù .Le tue canzoni arrivan fino a noi". La canzone viene presentata al Festival delle Rose del 1966.
Il suo successo non si ferma grazie ad una raffica di 45 giri da "Il Profeta" (colonna sonora del film di Dino Risi con Vittorio Gassman) a "Dang dang e dang" (sul lato B "Se" firmata da Paolo Conte, brano melodico con super arrangiamento di archi). C'è anche il beat sbarazzino di "Quelli belli come noi" (portato al successo dalle Kessler).
"L’amore è come un bimbo" del 1970 è una raffinata ballata firmata da Gino Paoli e Umberto Bindi.
Nel 1971 è a SanRemo con Domenico Modugno con la drammatica "Come stai".

Incontra Piero Ciampi e incominciano a collaborare ad un album che purtroppo non vedrà mai la luce anche se a "Canzonissima" del 1971 presenta la sua "Bambino mio", brano teso, e struggente. Resta a lungo inedita (anche se presentata a "Senza rete") "Perchè dovrei" prevista per l'album e firmata da Lucio Battisti il cui marchio è più che evidente nel brano.
Nel 1973 l'addio alla musica con l'ultimo singolo "L’ultimo uomo di Sara" di Ennio Morricone con sontuoso arrrangiamento.
La si rivedrà in veste di cantante solo in occasionali apparizioni televisive sugli anni 60 (vedi quelle di Red Ronnie).

Poco dopo decide, clamorosamente, di dedicarsi al cinema (anche se nel 1962 aveva partecipato cantando anche una canzone al film "Un uomo da bruciare" dei fratelli Taviani, che vinse il Premio della Critica a Venezia come Opera Prima.

Supportata dal marito e regista Mauro Ivaldi abbraccia la commedia sexy all’italiana diventando un'icona del genere, probabilmente anche grazie al fatto che una cantante così famosa ai tempi che esponesse così esplicitamente le sue grazie era cosa assolutamente insolita e ancor più piccante.
I film (dagli ammiccanti, tanto quanto le locandine, titoli L’amica di mia madre, La supplente, Ecco lingua d’argento, Lettomania, La signora ha fatto il pieno, La supplente va in città) sono di caratura modesta e le sue apparizioni non particolarmente osè ma bastano comunque ad attirare su di sè molta attenzione.

Gira anche quattro film in Spagna tra cui "Lady Lucifera" che lei considera come il suo migliore.
Abbandona anche il cinema e s ritira a vita privata, soprattutto dopo la morte del marito nei 90.
La ritroviamo come autrice nel 2005 quando, su testi di Bruno Lauzi, progetta il musical “Una volta nella vita”.
Dal 2006 comincia ad insegnare canto in alcune scuole.

sabato, luglio 15, 2017

Il Lago Natron



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il Lago Natron è un lago salino situato nella Tanzania settentrionale, nella Rift Valley africana a circa 600 metri di altitudine, vicino al confine con il Kenya caratterizzato da un intenso colore rosso.
L'acqua del lago è imbevibile, particolarmente caustica per la pelle a causa della presenza di carbonato idrato di sodio, conosciuto come Natron e può può raggiungere una temperatura fino a 60°C.

Il Natron è stato spesso utilizzato per l'imbalsamazione per le sue proprietà disidratatanti, così gli animali che si immergono nel lago Natron vi rimangono intrappolati e i minerali disciolti nell'acqua li trasformano in pietra.

Il fotografo Nick Brandt, nel suo libro Across the ravaged land, ha pubblicato gli inquietanti scatti che ritraggono i malcapitati animali, immortalandone le spoglie imbalsamate.

Libertà e concerti



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo dei PREZZI DEI BIGLIETTI dei concerti italiani, degli STILYAGI (http://tonyface.blogspot.it/2016/05/gli-stilyagi.html), di IAN STEWART (http://tonyface.blogspot.it/2014/10/ian-stewart.html) e del libro dei NO STRANGE (http://tonyface.blogspot.it/2017/04/no-strange-e-sogni-correlati.html).

Segnalo due grandi concerti in settimana: lunedì a Poggio a Caiano (Pistoia) c'è FANTASTIC NEGRITO, mercoledì al "Botanique" di Bologna KAMASI WASHNGTON.

venerdì, luglio 14, 2017

Peter Hammill - Nadir's Big Chance



Rock goes punk è una rubrica che esplora in una serie di post gli album di gruppi provenienti dal rock (più o meno) classico e che furono influenzati da punk e new wave. Dopo i primi due album solisti di Iggy Pop, "The idiot" e "Lust for life" del 1977 e la trilogia di Lou Reed il 1978 e il 1979 "Street hassle", "Take no prisoner" e "The bells", Marianne Faithfull e "Broken english" Nico e "Drama of exile", John Cale e "Sabotage", "Exposure" di Robert Fripp, arriviamo oggi a PETER HAMMILL e a "Nadir's Big Chance"

I precedenti post qui:
http://tonyface.blogspot.it/2017/05/iggy-pop-idiot-lust-for-life.html

Personaggio complesso e artisticamente eterogeneo, leader dei Van Der Graaf Generator, tra i principali esponenti del prog dei 70's ma ben felice di spaziare in ambiti sonori decisamente diversi e lontani dalla band madre.

Nadir's Big Chance è un album solista del 1975 incredibilmente precursore del punk e new wave ancora in fase più che embrionale. Sonorità dura, brani che, come accadde di lì a poco esasperano il linguaggio glam rock per diventare qualcosa di più duro ed estremo (ascoltare "Birthday special" ed è evidente quanto Johnny Rotten, grande fan di Hammill e Van Der Graaf, abbia preso ispirazione). Anche la title track potrebbe, con qualche aggiustamento, essere un brano del primo album dei Sex Pistols...mentre "Nobody's business" (ancora una volta) anticipa certa new wave più sperimentale.

Riproporrà sonorità di sapore new wave in "Future now" del 1978 in brani come "Pushing Thirty", in "Motor Bike in Africa" (incredibile brano afro elettronico tra Cabaret Voltaire e Talking Heads)o nella psichedelica e apocalittica "The Cut".
E poi anche in "Ph7" del 1979, soprattutto nei brani "Porton Down", nel dissonante e aspro "Imperial walls", in "Carrering" che sembra precorrere in qualche modo la no wave più acida e nella conclusiva "Faculty X".

NOBODY's BUSINESS (1975)
https://www.youtube.com/watch?v=hThnSjC4Cbk

BIRTHDAY SPECIAL (1975)
https://www.youtube.com/watch?v=x3lsaeY6h6A

NADIR'S BIG CHANCE (1975)
https://www.youtube.com/watch?v=rKoP19WHcFA

PUSHING THIRTY (1978)
https://www.youtube.com/watch?v=PPvBII2FPvM

MOTOR BIKE IN AFRICA (1978)
https://www.youtube.com/watch?v=PdJ1mtXbtls

giovedì, luglio 13, 2017

Renato Vallanzasca



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies, Derek Bentley, Burzum sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

Probabilmente il più noto criminale italiano, RENATO VALLANZASCA imperversò nelle cronache (nere) italiane negli anni 70 lasciando dietro a sè una lunga scia di sangue, rapine, sequestri di persona. Più volte arrestato, più volte riuscì a fuggire, spesso attraverso rocambolesche e "impossibili" fughe. Fu anche spesso protagonista di rivolte carcerarie. Il suo aspetto particolarmente affascinante rese ancora più seguita la sua figura e lo rese ancora più "personaggio".
In totale è è stato condannato a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione (pur godendo di vari permessi per lavorare fuori dal carcere). Recentemente gli è stato di nuovo confermato l'ergastolo. E' attualmente con 47 anni di galera uno dei detenuti da più a lungo in carcere (ora ha 67 anni).

A Vallanzasca sono stati dedicati film, libri ma poche canzoni.

Che hanno avuto (ovviamente) protagonisti soprattutto i VALLANZASKA.
Che addirittura hanno ospitato la voce di Vallnzasca nel brano "Expo 2015" (https://www.youtube.com/watch?v=yXj46DHx_Mc ) e in "Boys form Comasina", in "Fine amore mai", in "Apologia di Renato" e "Genova".

Come dice lo stesso Vallanzasca in Expo 2015"
“M'han fregato il nome...il che è tutto dire, fregare Vallanzasca, c'han messo una K e m'hanno inchiappettato”
E' citato anche in "Ribelle e basta" di J AX

mercoledì, luglio 12, 2017

Intervista ai No Strange



Dopo FEDERICO FIUMANI dei DIAFRAMMA, al giornalista FEDERICO GUGLIELMI, ad OSKAR GIAMMARINARO, cantante e anima degli STATUTO, al presidente dell'Associazione Audiocoop GIORDANO SANGIORGI, a JOE STRUMMER, a MARINO SEVERINI dei GANG, a UMBERTO PALAZZO dei SANTO NIENTE, LUCA RE dei SICK ROSE, LUCA GIOVANARDI e NICOLA CALEFFI dei JULIE'S HAIRCUT, GIANCARLO ONORATO, LILITH di LILITH AND THE SINNERSAINTS, a Lorenzo Moretti, chitarrista e compositore dei GIUDA, il giornalista MASSIMO COTTO, a FAY HALLAM, SALVATORE URSUS D'URSO dei NO STRANGE, CESARE BASILE, MORENO SPIROGI degli AVVOLTOI, FERRUCCIO QUERCETTI dei CUT, RAPHAEL GUALAZZI, NADA, PAOLO APOLLO NEGRI, DOME LA MUERTE, STEVE WHITE, batterista eccelso già con Style Council, Paul Weller, Oasis, Who, Jon Lord, Trio Valore, il bassista DAMON MINCHELLA, già con Paul Weller e Ocean Colour Scene, di nuovo alla corte di Paul Weller con STEVE CRADOCK, fedele chitarrista di Paul, STEFANO GIACCONE, i VALLANZASKA, MAURIZIO CURADI degli STEEPLEJACK e la traduzione di quella a GRAHAM DAY, CARMELO LA BIONDA ai MADS, CRISTINA DONA', TIM BURGESS dei Charlatans, JOYELLO TRIOLO, SIMONA NORATO e la traduzione di un'intervista a RICK BUCKLER, MICK JONES, MONICA FRANCESCHI, SALVO RUOLO, MAURIZIO MOLGORA, PAUL WELLER, I RUDI e Michele MEZZALA Bitossi, IACAMPO, FIVE FACES, Geno De Angelis dei JANE J's CLAN, Stefano Ghittoni dei DINING ROOMS, ANTONIO GRAMENTIERI dei SACRI CUORI, CLAUDIO FUCCI, direttore e responsabile della case editrice VOLOLIBERO, a MILO SCAGLIONI, a MICHELE GAZICH, GIANNI MIRAGLIA, Alexander Karl Gold, Matthew Berth dei G91 e Ratlock, oggi tocca ai NO STRANGE.

Le precedenti interviste sono qua:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Le%20interviste

INTERVISTA di CESARE BUTTABONI

I No Strange sono un nome storico della psichedelia italiana.
Il recente libro “No Strange e sogni correlati” che ripercorre la loro storia all’interno della cultura psichedelica italiana e internazionale ci ha dato lo spunto per fare qualche domanda a Salvatore “Ursus” d’Urso e Alberto Ezzu su questa significativa pubblicazione.

1.
Siete diventati noti all’interno della scena neopsichedelica italiana degli ’80.
Pero’ rispetto a molti gruppi del periodo avevate uno spessore culturale piu’ profondo: avete iniziato a suonare negli anni’ 70 come Ra-Gebel e No Strani per cui la vostra esperienza viene da molto lontano.
Cosa vi ha spinto a pubblicare il libro “No Strange e sogni correlati”?


SALVO URSUS :
- Difficile dire se questo spessore culturale fosse più o meno profondo,di sicuro ciò che emergeva in quel periodo,che non era certo contraddistinto da una particolare ricerca del colore e delle sensazioni positive nella musica come in altre forme espressive,era che noi No Strange sembravamo una anomalia temporale : adottavamo linguaggi e modi di proporci,sia estetici che musicali,che parevano ormai dimenticati o sepolti sotto un decennio di pregiudizi o sotto la nostra frustrazione per non aver realizzato quelle "utopie" che della stessa psichedelia costituivano la radice,con il fiorire della "controcultura" nei tempi in cui eravamo poco più che bambini. Queste radici sono sempre state presenti nelle nostre opere,sia musicali che letterarie o grafiche,per cui la tentazione di mettere buona parte di tutto questo humus culturale in un testo,che rimanesse come testimonianza del nostro percorso,ci ha presto portati a realizzare IL LIBRO,reso possibile grazie all'apporto fondamentale della nostra guida Fabrizio Della Porta (giornalista che già conoscevamo da decenni) e dei nostri producers di Area Pirata,la stessa label che ha pubblicato i nostri ultimi dischi in CD ed in vinile (mentre l'altra nostra label produttrice,Psychout Records,è qui presente come ospite nella persona di Cosimino Pecere).

2.
Il libro e’ un vero e proprio “viaggio psichedelico” che ripercorre la vostra storia personale dagli albori fino ad ora. Oggi il contesto culturale e’ pero’ profondamente cambiato e sembra esserci meno spontaneita’ e creativita’ rispetto agli anni ’60 e ‘70.
Qual e’ l’attualita’ della psichedelia?


- SALVO URSUS :
- L'attualità della CULTURA psichedelica (la parola "cultura" oggi sembra spaventare in molti,anche per questo la ripetiamo spesso) secondo noi è proprio questa: far valere il peso della propria storia,che è comunque personale e non definibile in un qualsiasi movimento di massa o in una forma ideologica,per continuarne la ricerca dentro noi stessi...non c'è un punto di arrivo,probabilmente,ma ci sono moltissimi (e variegati) punti di partenza,che nel libro abbiamo descritto come dei pianeti,visitati uno alla volta in una sorta di VIAGGIO ipotetico,composto non solo di parole ma anche di immagini a colori forti e da sensazioni particolari.
Non a caso,dopo una breve introduzione di Antonello Cresti,il primo capitolo si apre con il racconto di esperienza vissuta a firma del poeta Gianni Milano : lui in qualche modo è testimone di una stagione primordiale,ma irripetibile, di quanto è stato l'autentico underground in Italia.
Gianni fu collaboratore con Allen Ginsberg e con Fernanda Pivano delle prime riviste psichedeliche negli anni 60 (come "Pianeta Fresco" e "Paria") ed organizzatore di sit-in contro la guerra,proteste anti-militariste e anti-sistema,reading di poesie in piazza,viaggi in autostop,formazione di comunità libertarie ed al centro di ogni situazione creativa immaginabile...io personalmente lo incontrai già una quarantina di anni fa,grazie alla comune amicizia con Giulio Tedeschi (anche lui poeta underground e poi divenuto leader della Toast,come molti sanno).
Da quel primo capitolo si passa poi ai nostri personali ricordi...poichè Gianni descrive le atmosfere nel pieno dell'epoca sixties-beat,noi partiamo invece dalla nostra seconda infanzia e adolescenza,volendo stabilire una data precisa diciamo intorno al 1969 / 1970.
Io ed Alberto ci conoscemmo sui banchi della scuola media nel 1971,ma già indirizzati nei gusti e nelle tendenze dai nostri fratelli,parenti ed amici più adulti...da lì deriva tutto il nostro attaccamento a determinate radici e situazioni,che non sembrano essere mai passate (come dicevo prima) ma anzi,riprendono forme sempre diverse e sempre più espanse,come un collage,un mosaico infinito.

ALBERTO EZZU
- La “psichedelia” come fatto musicale, sinceramente, non so neppure se si possa dire che esista ancora. Mi spiego meglio. Esistono molti gruppi, più meno giovani, che si rifanno a questa parola.
Molti prendono in prestito una strumentazione sixties, qualche camicia colorata e voilà, il gioco è fatto. Personalmente non ho niente contro questo atteggiamento. Ognuno è libero di fare quel che più gli aggrada. Se non fa del male agli altri, ben venga. Ma quello che noi intendiamo per psichedelia è altra cosa, Non c’è bisogno di vestirsi in un certo modo per far passare agli altri quello che pensi, quello che sei. L’atteggiamento di tutti i giorni, da quando fai la fila dal panettiere sino alla stesura di un libro, ricalcano quello che è tuo, quello che ti compete, che ti muove.
Un gran senso di libertà verso la natura, le persone, le cose. Un lasciare che le cose accadano senza anteporre il nostro piccolo, arcigno ed ed egoista “io”. Il mondo esiste anche senza di me. La mia parte è piccola, ma cerco di farla al meglio, tutti i giorni.
Non è un atteggiamento religioso, ma sicuramente è un atteggiamento spirituale. Credo che “rispetto” sia la parola che meglio può tradurre “psichedelia”. Rispettare se stessi e la nostra natura, che sia con la “n” minuscola o con la “N” maiuscola… la Natura, che poi ognuno può interpretarla come meglio crede. Quando le religioni non impongono a nessun un comportamento, possono essere una cosa importante, di crescita. Per questo, però, preferisco parlare di spiritualità, perché spesso le religioni credono di sapere cosa sia meglio per me e per gli altri…e spesso lo impongono nelle maniere più truci…vessatorie.

3. Nel libro ci sono le testimonianze personaggi mitici come Twink (Pretty Things, Tomorrow, Pink Fairies). Peter Daltrey dei Kaleidoscope, Judy Dyble, James Lowe degli Electric Prunes, Brian Godding dei Blossom Toes. Ne viene fuori un ritratto colorato di un’epoca irripetibile. C’e’ un filo rosso che vi lega ancora oggi a questi nomi? –

SALVO URSUS
- Questi nomi fanno parte dei nostri ascolti abituali,che risalgono proprio all'adolescenza a cui accennavamo prima,ma ci sono anche protagonisti di quel "beat" e "pop" a noi molto più vicini geograficamente.
Infatti hanno un certo peso le piccole testimonianze di musicisti storici dell'area torinese,quali Piercarlo Bettini dei Ragazzi del Sole,Spartaco Nagliero dei Fantom's,Marcello Capra,chitarrista molto conosciuto sia per esperienze passate nei Flash e nei Procession che per la presente attività solista ed insieme ai Glad Tree...inoltre lascia esterefatti che già nel 1967 a Torino vi fosse una formazione chiamata LSD,con il bassista Enzo La Malva poi approdato ai Volti 70 (tuttoggi in attività).
Tutte queste testimonianze si incrociano con quelle di donne straordinarie come Jutta Nienhaus degli Analogy e dei nomi già citati da te,in ambito internazionale.
La cosa che trovo straordinaria in questi artisti è l'assolutà umiltà e la voglia infinita di rimettersi in gioco a qualunque età,senza preconcetti nè paternalismi del tipo "Lei non sa chi sono io",che invece purtroppo abbiamo riscontrato in diversi esponenti della cosiddetta "nuova ondata". Temiamo che si sia un po' persa questa predisposizione al gioco ed alla creatività in quanto tale,per cui il libro potrà servire,magari,come un piccolo riscatto della storia rispetto ad una "modernità" non sempre felice e disinteressata. Oltretutto vorremmo sottolineare che tutti i testi sono stati raccolti da Fabrizio Della Porta,attraverso un mezzo così tanto bistrattato quale internet (in particolare facebook),anche per dire che i MEZZI non vanno mai demonizzati,ma semmai utilizzati per scopi positivi e intelligenti...generalizzare in tal senso e creare divisioni tra sistemi "buoni" e sistemi "cattivi",penso che non abbia ragione di essere : le classificazioni si insidiano nelle nostre menti,ma spesso non ci accorgiamo di quanto esse ci condizionino. L'uso che si può fare di certe tecnologie è importante,purchè non si confonda mai il mezzo con le finalità stesse.

4.
Avete anche coinvolto anche altri personaggi appartenenti alla scena neopsichedeica italiana come Marco Conti dei Technocolour Dream e Lodovico Ellena degli Effervescent Elephants. Com’era il vostro rapporto con la scena neopsichedelica degli anni ’80?
Pensat si sia trattato di un periodo di particolare fermento creativo in cui c’erano buone vibrazioni? Avete provato a coivolgere anche altri nomi di quel periodo nel libro? E attualmente come vedete la situazione musicale che vi circonda?


FABRIZIO DELLA PORTA -
Il mio rapporto con la scena neo-psichedelica degli anni ’80 può essere riassunto in due parole: pienamente formativo. Ho avuto la fortuna di lavorare a Radio Torino Popolare dall’inizio degli anni ’80 e quando è scoppiato il boom della neo-psichedelia italiana ero già sul pezzo. Ho richiesto tutto il materiale possibile, sia su vinile, sia su cassetta, e ho cominciato a trasmettere in continuazione il materiale ricevuto.
Tutto questo è stato reso possibile dal naturale esaurimento della new wave e dalla conseguente produzione industriale di materiale sixties-oriented.
Naturalmente ho avuto anche la possibilità, grazie ad amici “fidatissimi”, di poter ascoltare tutti gli originali usciti nel passato, vera miniera di pietre preziose a livello di ispirazione per i nuovi gruppi italici.
Tra le mie mani è passato gran parte del materiale della scena, quindi non solo dischi, ma anche fanzine, cassette, riviste e tutto ciò non ha fatto altro che invogliarmi al recupero del passato. Penso che sia stato un bel periodo, pieno di creatività e di buone vibrazioni.
Un periodo con sonorità non standardizzate, ma piene di sfaccettature, spesso non ricollegabili le une alle altre, ma sempre con caratteri distintivi tali da poterle inquadrare nel genere neo-psichedelico. Non dimentichiamoci comunque che nella nostra tanto bistrattata Italia la creatività non è mai mancata e anche in quegli anni la produzione è stata incredibile, allo stesso livello del punk di fine ’70 inizio ’80 e della new wave, con qualche richiamo esterofilo ma anche con una buona dose di innovazione. La scelta dei personaggi da intervistare è stata abbastanza complessa. Volevamo dare al libro un taglio di un certo tipo.
Volevamo incentrare l’attenzione sul significato pregnante di psichedelia, sulle sue mille sfaccettature, prendendo spunto dalla ricostruzione della storia dei No Strange. Quindi non un libro su di loro, ma una visione d’insieme sulle varie tematiche che il termine ispira.
Quindi non solo persone che avevano avuto la fortuna di vivere in quel periodo (anni 60/70), ma anche persone che per qualche motivo, negli anni successivi, si sono sentiti addosso quell’influenza o quel modo di vivere la vita. Alcuni sono stati contattati e non hanno voluto partecipare, altri pensavamo potessero partecipare al progetto ma alla fine non erano stati così influenzati………..
Per quanto concerne, infine la situazione musicale attuale, la vedo piuttosto statica. Ho ascoltato musica per 42 anni, sono passato attraverso tantissime fasi, dal rock dei ’70, al primissimo punk, alla new wave, al dark, alla neo-psichedelia, ho recuperato il prog e il kraut rock, ho sentito di tutto, ma oggi, ad essere sincero, c’è ben poco che mi emoziona. Evidentemente sono stato abituato male in passato, quindi, quando voglio ascoltare qualcosa di veramente interessante vado indietro nel tempo. Non è un ritorno nostalgico, ma semplicemente una mancanza di novità appetibili. Ogni tanto qualcosa di interessante fa capolino, ma è veramente raro……

5. “No Strange e sogni correlati” alla fine è una sorta di spaccato della cultura alternativa a 360 gradi e non riguarda solo la musica ma anche la grafica, i fumetti, la poesia, la letteratura, le filosofie orientali. La psichedelia è per voi una filosofia di vita?

ALBERTO EZZU -
Si, come ho detto, psichedelia è un modo di “essere”, non tanto di “fare”. Poi, chiaramente, noi siamo musicisti, grafici, poeti…il proprio essere si esterna in quello che siamo, che sappiamo fare meglio. Che la psichedelia sia stato un fatto storico è ovvio, pertanto musica di un certo tipo, camicie e chitarre ne fanno parte, ma se stiamo a vedere già negli anni ’70 e ’80, quando quella forza primigenia si era smorzata, in altre parti del mondo, al di là dell’America e dell’Inghilterra, la psichedelia si è trasformata.
In Italia e in Germania ha preso forme diverse. Ancor oggi, per tornare alla domanda sull’attualità della psichedelia, questo pensiero aleggia in molte persone, anche giovani. Non è un fatto di età. Certo, chi ha vissuto gli anni ’60 è legato a quel periodo e forse ha vissuto modalità di aggregazione che oggi sembrano impensabili, ma non è detto che l’esserci stato, in quegli anni, dia la patente per capirla meglio. Anche Dante Alighieri lo leggiamo e lo capiamo oggi…non credo ci sia più qualcuno vivo dei suoi contemporanei! Ma la scrittura è stata una buona invenzione umana, riesce a trasmetterci il pensiero che sottende ad un movimento, a delle azioni, a dei perché. Non tutto quello che fa l’uomo è positivo, ma di quanto lo è, beiamoci, no? Per tornare ad oggi, mi sembra che il periodo sia piuttosto confuso.
Persone dalla morale minima, squallide, piccole, cercano di confondere le acque dicendoci che tutto è uguale, che un pensiero ne vale un altro, ma non è così. Oggi molti, troppi, credono di avere la possibilità di parlare di qualsiasi cosa. Pontificano su cose che il giorno prima neppure sapevano esistere. Forse dovremmo tornare un po’ più coi piedi per terra.
Capire che i social, ad esempio, sono una buona risorsa per conoscerci, per dialogare, ma non per offenderci e cercare di avere sempre ragione. Psichedelia, secondo me, è quello che diceva Ginsberg, allargare l’area della consapevolezza.
Una volta qualcuno pensava fossero le droghe ad aiutarci in questo allargamento, oggi forse pensiamo sia la “rete” ma, in fin dei conti, sempre di noi parliamo, di uomini. E l’uomo, una volta tolte le maschere, le camicie ed ogni sovrastruttura, è nudo!

6. Pensate di avere un approccio nostalgico all’esistenza considerando che oggi è tutto omologato?

ALBERTO EZZU
- Non ho neppure nostalgia dei miei capelli!!!
Figurati se ho nostalgia di qualcos’altro. Oggi sono come sono…e devo accettarlo. A dieci anni giocavo con le biglie, a venti mi innamoravo e oggi… beh, oggi continuo ad esserlo, innamorato!
Comunque, ogni età ha le sue priorità e devo dire che la nostalgia non fa parte della mia natura. L’omologazione è dentro di noi, non fuori. Ho conosciuto quattordicenni vecchi, che oggi ne hanno sessanta e continuano ad essere vecchi. Omologazione è quando accetti che tutto sia uguale, non quando gli altri te lo impongono.
E’ proprio questa la differenza. Poi, io Ursus e Fabrizio questo atteggiamento lo chiamiamo psichedelia, ma il nome è relativo.

7. Dopo questo libro quali sono i vostri progetti futuri?

- SALVO URSUS:
- Il futuro,in un certo senso,lo stiamo già vivendo adesso,poichè mentre siamo così impegnati nella diffusione di questo libro (che per noi ha una importanza reale e per niente trascurabile),abbiamo già in cantiere la produzione di un nuovissimo album,in cui parteciperanno nuovi collaboratori musicali,tra cui l'ultimo acquisto (in ordine di tempo) dei No Strange,che risponde al nome di Matteo Martino,studioso di musica elettronica e di sintetizzatori presso il conservatorio di Torino (sì,in effetti è anagraficamente molto più giovane di noi) e della corista Paola Scatena,a cui si aggiungeranno altre voci provenienti dalla scuola di canto armonico guidata da @Alberto Ezzu...nel nuovo lavoro discografico ci sarà oltretutto un legame con lo stesso libro di cui discutiamo oggi,grazie alla voce recitante di Gianni Milano,autore della poesia (scritta in età giovanile) che darà il titolo a tutto l'album : "Il sentiero delle tartarughe".
La pubblicazione è prevista nell'autunno del 2017. Oltre alla già consolidata produzione delle due label Area Pirata e Psychout,avremo un intervento scritto (tra le note di copertina) del noto giornalista Federico Guglielmi,sia in italiano che in lingua inglese.
I nostri dischi stanno avanzando sempre più in territorio estero,come già era accaduto in passato con le produzioni della Toast records.
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