lunedì, aprile 24, 2017

Herbie Hancock e Wayne Shorter: lettera ai giovani musicisti



Alla Futura Generazione di Artisti.
Ci troviamo in un periodo imprevedibile e turbolento.
Dall’orrore del Bataclan, alla crisi in Siria e all’insensato spargimento di sangue di San Bernardino, viviamo un’epoca di grande confusione e dolore.
Come artista, creatore e sognatore di questo mondo, ti chiediamo di non farti scoraggiare di fronte a tutto ciò, ma di usare la tua stessa vita e – per estensione – la tua arte, come strumenti per costruire pace.
Sebbene sia vero che le problematiche che il mondo sta affrontando siano complesse, la soluzione per la pace è semplice: essa comincia da te. Non serve vivere in un paese del terzo mondo o lavorare per una ONG per fare la differenza. Ognuno di noi ha una missione unica.
Siamo tutti pezzi di un gigante, fluido puzzle, dove la più piccola delle azioni, pur essendone una singola tessera, influenza ciascuna delle altre.
Tu conti, le tue azioni contano, la tua arte conta.
Vorremmo essere sicuri che mentre scriviamo questa lettera, pensata e scritta per un audience di artisti, che questi pensieri al contrario superino limiti e confini professionali e si applichino a tutte le persone, a prescindere dalla propria professione.

PRIMO, RISVEGLIA LA TUA UMANITA’
Non siamo soli. Non esistiamo da soli e non possiamo creare, da soli.
Ciò di cui questo mondo ha bisogno è un risveglio umanistico del desiderio di elevare le condizioni della propria vita fino a quando le nostre azioni si radichino nell’altruismo e nella compassione.
Non puoi nasconderti dietro un lavoro o uno strumento: devi comportarti da uomo.
Concentra le tue energie nel diventare la miglior persona che tu possa essere. Concentrati nello sviluppare empatia e compassione.
Seguendo questa strada, attingerai ad una ricchezza di ispirazione che affonda le sue radici nella complessità e nella curiosità di sapere il significato dell’esistenza questo pianeta. La musica non è che una goccia nell’oceano della vita.

SEGUI E CONQUISTA LA STRADA MENO PERCORSA
Il mondo ha bisogno di una strada nuova.
Non farti influenzare dalla retorica comune, o dai falsi miti e dalle illusioni su come la vita debba essere vissuta.
Decidi tu se essere pioniere.
Che sia attraverso l’esplorazione di nuovi suoni, ritmi e armonie o collaborazioni inaspettate, processi ed esperienze, noi t’incoraggiamo a scacciare la ripetizione in ogni sua forma negativa, e le sue conseguenze.
Lotta per creare nuove azioni, nella musica così come nella vita.
NON CONFORMARTI MAI.

ACCOGLI L’IGNOTO
L’ignoto richiede un’improvvisazione passo dopo passo o un processo creativo imparagonabile per potenziale e realizzazione.
Nella vita non c’è un copione già scritto, perché la vera prova è la vita stessa. Ogni relazione, ostacolo, interazione, ecc… è una prova per la prossima avventura nella vita.
Tutto è connesso.
Tutto origina qualcos’altro.
Mai nulla viene sprecato.
Questo tipo di pensiero richiede coraggio.
Sii coraggioso e non perdere la tua euforia e la tua riverenza verso il mondo meraviglioso che ti circonda.

COGLI LA VERA NATURA DEGLI OSTACOLI
Siamo intrappolati nell’idea del fallimento, ma non corrisponde a verità: è un’illusione, un mito.
Il fallimento non esiste.
Quello che percepisci come tale in realtà è una nuova opportunità, una nuova mano alle carte o una nuova tela su cui creare. Nella vita ci sono opportunità illimitate.
Le parole “successo” e “fallimento” non sono altro che etichette. Ogni istante è un’opportunità. Tu, in quanto essere umano, non hai limiti: per questo esistono infinite possibilità in ogni circostanza.

NON AVER PAURA DI INTERAGIRE CON CHI E’ DIVERSO DA TE
Il mondo ha bisogno di più confronto tra persone di origini diverse, in particolare nell’arte, nella cultura e nell’educazione.
Le nostre differenze sono ciò che abbiamo in comune.
Possiamo lavorare assieme per creare uno schema condiviso, un progetto aperto e continuo in cui persone di ogni sorta possano scambiare idee, risorse, premure e gentilezze.
Dobbiamo connetterci gli uni agli altri, imparare dal prossimo e condividere esperienze vicendevolmente. Non avremo mai pace se non riusciamo a capire il dolore che c’è nel cuore degli altri.
Quanto più interagiamo, tanto più capiremo che la nostra umanità supera ogni differenza.

LOTTA PER CREARE UN DIALOGO SENZA DOGMI (AGENDA-FREE)
L’arte, in qualsiasi forma, è un mezzo per il dialogo, che a sua volta è uno strumento molto potente.
E’ tempo che il mondo della musica produca storie solide che inneschino il dialoghi sul nostro mistero.
E quando diciamo il nostro mistero, parliamo di analizzare, di sfidare quelle paure che ci impediscono di scoprire l’accesso illimitato al coraggio che risiede in ognuno di noi.
Si, tu basti.
Si, tu vali.
Si, tu dovresti continuare così.

DIFFIDA DELL’EGO
L’arroganza può nascere negli artisti, in chi crede che il proprio status lo renda più importante, o in quelli convinti che la sola associazione ad un campo creativo conferisca loro una sorta di superiorità.
Fai attenzione all’ego: la creatività non può fluire quando è solo l’ego ad essere nutrito.

IMPEGNATI PER UN BUSINESS SENZA FRONTIERE
Nel campo medico c’è un’organizzazione chiamata Medici Senza Frontiere.
Quest’impegno nobile può servire da modello per superare le limitazioni e le strategie dei vecchi schemi economici, progettati per mantenere i vecchi sistemi e farli apparire come nuovi.
Ci stiamo riferendo ad un sistema che esiste, un sistema che condiziona i consumatori a comprare solo i prodotti definiti “commerciabili”. Un sistema dove il denaro è solo un mezzo per uno scopo.
L’impresa musicale è solo una frazione del business della vita. Vivere con integrità creativa può portare benefits mai immaginati.

APPREZZA LA GENERAZIONE CHE TI HA PRECEDUTO
I tuoi vecchi possono aiutarti.
La loro saggezza è una fonte di ricchezza. Hanno affrontato tempeste e resistito ai tuoi stessi dolori: lascia che i loro sforzi siano la luce che illumini la strada nell’oscurità. Non sprecare tempo a ripetere i loro sbagli.
Al contrario, prendi per buono ciò che hanno fatto loro e spingiti a costruire un mondo progressivamente migliore per le generazioni a venire.

INFINE, SPERIAMO CHE TU POSSA VIVERE IN UNO STATO DI COSTANTE MERAVIGLIA
Con l’andare degli anni, parte della nostra immaginazione tende a sbiadirsi.
Che sia per la tristezza, per un dolore prolungato o per un condizionamento sociale, da qualche parte lungo il percorso la gente dimentica come attingere a quella magia che esiste nelle nostre menti.
Non lasciare affievolire quella parte della tua immaginazione.
Guarda le stelle e immagina cosa si provi ad essere un astronauta o un pilota.
Immagina di esplorare le piramidi o il Machu Picchu.
Immagina di volare come un uccello o di schiantarti su un muro come Superman. Immagina di correre coi dinosauri o di nuotare come le creature marine.
Tutto ciò esiste, è il prodotto della nostra immaginazione: nutrila e custodiscila, e ti troverai sempre sul ciglio della scoperta.
Come può tutto ciò portare alla creazione di una società di pace, mi chiedi?
Comincia con una causa.
Le tue cause creano gli effetti che danno forma al futuro, il tuo e di tutti quelli intorno a te. Sii il protagonista nel film della tua vita.
Sei tu il regista, l’attore e il produttore.
Sii abbondantemente e instancabilmente compassionevole mentre balli in questo viaggio che chiamiamo vita.

domenica, aprile 23, 2017

Il permafrost tra Canada e Siberia



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il permafrost è il terreno permanentemente ghiacciato dal freddo che occupa 19 milioni di chilometri quadrati,il 24% dell’emisfero settentrionale della Terra, dalla Siberia alla Scandinavia, Canada, Alaska, Groenlandia, Himalaya, Alpi.

Il permafrost contiene grandissime quantità di metano, uno dei quattro gas serra che contribuiscono al riscaldamento globale, 25 volte superiore a quello dell’anidride carbonica.
Il caldo fonde il permafrost che a sua volta libera nell’atmosfera metano, che riscalda ancora di più la temperatura.

Un circolo vizioso che è ormai improbabile riuscire a fermare.

Nel frattempo il collasso del permafrost crea nuovi laghi, enormi buchi (che tra l'altro possono liberare batteri rimasti imprigionati da migliaia di anni nel ghiaccio, frane, crolli e cambiamenti disastrosi nell'habitat naturale.

sabato, aprile 22, 2017

Libertà



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' parlo del RECORD STORE DAY (con interventi di Paul Weller e Gil Scott Heron), di quando nacque GREENPEACE (con un concerto nel 1970 di Joni Mitchell, James Taylor e Phil Ochs), del partigiano Angelo Rossi che scrisse la musica per "Siamo i ribelli della montagna" e di due canti partigiani che parlano direttamente di Piacenza.
Nella foto la pagina della scorsa domenica.

Oggi a Cremona:

venerdì, aprile 21, 2017

Iggy Pop, 70 anni e Asshole Blues



IGGY POP compie oggi 70 anni e ci regala "Asshole Blues".
Sporchissimo e storto.
Giusto così.
Grazie per tutto.

https://www.youtube.com/watch?v=80u8hxV7KKE

Slow Slushy Boys



Attivi dal lontano 1989, gli SLOW SLUSHY BOYS sono una delle migliori bands provenienti dalla Francia. Una decina di album (tutti in rigoroso vinile), un numero incalcolabile di 45, ep (uno dei quali anche sulla mia Face Records nei primi 90's) e apparizioni su varie compilation, cambi di formazione vari e concerti ovunque in Europa.

Tornano ora con una serie di uscite discografiche che inquadrano alla perfezione il loro percorso.
L'album "Whelk time" è una gustosissima compilation che raccoglie 12 brani registrati tra il 1994 e il 1997 quando la band viaggiava tra rhythm and blues, garage beat e rock 'n' roll primitivo mentre i due nuovi singoli, "Rise up" e "Gimme your love" li colgono nella nuova incarnazione funky soul tra Hot Chocolate, Curtis Mayfield e James Brown.

Da seguire e supportare.
Lunga vita !!

https://www.larsen.asso.fr/bands/ssb/ssb.htm

giovedì, aprile 20, 2017

Sportspages



Si parla di un'altra EPICA del CALCIO (e sport) in questo articolo di ALBERTO GALLETTI.

E’ stato per 20 anni la mecca libraria degli sportivi di tutto il mondo.
Fu aperto da John Gaustad, neozelandese residente in Inghilterra dal 1974, ai tempi in cui le librerie avevano a disposizione nella sezione sport al massimo una decina di libri di mediocre qualità, che non riusciva a trovare un libro in tutta Londra che parlasse dei suoi amatissimi All Blacks. Nacque così l’idea di aprire un negozio che vendesse libri sullo sport che andasse al di la delle solite poche cose a disposizione, in un primo tempo pensato per neozelandesi e australiani residenti in Inghilterra.
Era il 1985.

Gli inizi non furono facili, l’incasso del primo giorno di apertura fu di 20 sterline, il primo libro venduto fu una pubblicazione sullo yoga.
Lo scoprii, naturalmente per caso, in una rientranza di Charing Cross Road un pomeriggio nel tardo inverno del 1992 quando, a zonzo per Londra con in tasca la paga settimanale da sputtanare in cagate, ero proprio in cerca di qualcosa di simile.

L’assortimento della libreria si era allargato fino a comprendere una gamma vastissima di titoli, oltre diecimila.
Turisti americani in visita a Londra divennero ben presto assidui frequentatori di Sportspages, fornitissimo di pubblicazioni sul baseball soprattutto,ma anche NBA e NFL, ben presto imitati dai maniaci del calcio che vi potevano trovare di tutto, dai libri di statistiche, a quelli storici, agli almanacchi, alle fanzine dei tifosi (praticamente tutte quelle edite dai sostenitori di tutte e 92 le squadre professionistiche inglesi), le ricordo ammucchiate in pile disordinate sul pavimento, alle maglie vintage, o a libri tipo ’50 anni al seguito del Leyton Orient’ o la biografia di David Batty (che presi a mio fratello) e similari, che fecero la fortuna del negozio.

Liam Gallagher, al tempo in veste di semplice tifoso del Manchester City e di fulminato del calcio ci passava intere giornate, io pure.
Ore e ore a scartabellare sugli scaffali, libri, videocassette, maglie, dischi, cd, memorabilie varie, a parlare con altri fissati come me, ricordo tifosi delle squadre più improbabili ‘ah, Italia Ei Si Milàn’, tutti ammiratissimi dalla serie A e Roby Baggio, e io a spiegargli che me ne fregava assai poco e mi interessava il loro di calcio.
Strano il mondo, vai in Inghilterra da devoto del loro calcio e scopri che loro pensano che il calcio inglese sia pessimo e che il tuo sia il migliore al mondo (in effetti in quegli anni lo era), ma a me non è mai importato quasi niente, i motivi per me erano altri.

C’era una grande televisore sopra uno scaffale in alto a sinistra sempre acceso su un avvenimento sportivo. Fu dentro a Sport Pages che guardai le prime partite di cricket in televisione,quelle del mondiale 92 vinto dal Pakistan in finale sull’Inghilterra e l’infuocata serie di test-match nell’estate di quell’anno, sempre tra Inghilterra e Pakistan.
Quello che mi interessava veramente però, erano i libri sul calcio, un genere praticamente introvabile in Italia tanto più se l’argomento era il calcio inglese.
Così non credetti ai miei occhi quando mi trovai davanti al Rothmans Football Yearbook 92, in bella mostra sullo scaffale, a lungo desiderato, agognato scrigno di ogni informazione relativa alle squadre inglesi a me precluso in quanto abitante della padania profonda e dimenticata.
Bastava pagare ed era mio.
Così, con enorme soddisfazione tirai fuori tredici sterline (un bel prezzo allora), e lo comprai.
Le porte della conoscenza fino ad allora preclusa mi si spalancarono.
L’altro titolo fondamentale e del quale ero appena venuto a conoscenza era ‘The Football Grounds of Great Britain’ , opera dell’ineguagliabile storico (calcistico) Simon Inglis, grande tifoso del Villa. Con undici sterline, l’intero sapere relativo agli impianti calcistici d’oltremanica era finalmente nelle mie mani.
A fine anni 80 si mise anche a vendere biglietti per le partite, a prezzi di costo, senza le maggiorazioni assurde dei bagarini che già allora chiedevano almeno cinque volte il prezzo del biglietto.
Ci comprai con mio fratello quelli per Arsenal-Liverpool (4-0) del lunedì di Pasqua 92 e del Charity Shield dell’agosto successivo (Leeds 4-3 Liverpool).

Sarò sempre grato a Sportspages.
Fu per me, oltre che un passatempo di incredibile godimento, la svolta che mi aprì la conoscenza sul mondo del calcio, dello sport inglese e in maniera minore anche sul loro mondo in generale.
Al volgere del millennio l’avvento di internet e della vendita di libri on-line, unita ad uno scandaloso aumento degli affitti in zona (la libreria di mio suocero che distava cento metri subì una sorte analoga), mandò il negozio in crisi.
La filiale di Manchester, aperta nel 92, fu devastata da un’attentato dell’ IRA (che non era ovviamente diretto al negozio). Fu un colpo durissimo che fece declinare rapidamente le fortune della ditta che nel 2003 riportò perdite per oltre 200.000 sterline.
Gaustad cedette le quote della società a Sport Books Direct che non riuscì ad evitare l’amministrazione controllata e Sport Pages chiuse nel 2005.

John Gaustad è morto un anno fa, vinto da un male, checché se ne dica, incurabile.
La sua scomparsa mi ha profondamente rattristato, ma la gratitudine che serbo nei suoi confronti non svanirà mai. La sua importanza nel campo dell’editoria sportiva è andata ben oltre quella del suo negozio già di per se enorme.
Credeva fortemente che le pubblicazioni sportive potessero essere valide, ‘Non è vero che bisogna essere degli idioti per seguire lo sport o leggere libri sullo sport’ ha sempre sostenuto con convinzione ‘un buon libro –diceva- deve parlare (bene) della vita così come dello sport che stà trattando’.
Istituì il premio William Hill Sportbook of the Year, in collaborazione con la famosa casa di bookmakers, premio che ha oggi rilevanza internazionale e che vide le prime premiazioni effettuate proprio nel negozio di Caxton Walk tra le quali il trionfo di Nick Hornby, proprio quell’anno con il suo Fever Pitch, che aprì la strada ad una nuova era per i libri sportivi.

Ho quattro dei titoli che nel corso degli ultimi vent’anni si sono aggiudicati il prestigioso premio, oltre al sopracitato Fever Pitch, anche A Social History of English Cricket di Derek Birley, magnifico, My father & other working-class football heroes di Gary Imlach e l’esilarante Provided you don’t kiss me: 20 years with Brian Clough di Duncan Hamilton.

Sportspages, great memories, and a greatly missed bookshop will live forever.

Tracks

EMF - Unbelievable
The Smiths - I started something I couldn’t finish
Oasis – Live Forever

mercoledì, aprile 19, 2017

No Strange e sogni correlati



E' un lungo Viaggio quello intrapreso dai NO STRANGE, una delle poche band veramente PSICHEDELICHE uscite in Italia, i cui primi passi sono addirittura alla fine degli anni 70.

Parte da qui il racconto, dettagliato, ricco di aneddoti e di lucidi sguardi sugli ultimi 40 anni di vita culturale e sociale italiana, della storia della band.
Come sempre, una storia fatta di alti e bassi, arrivi e ripartenze, delusioni e "successi" (sempre relativizzati alle potenzialità di un progetto sempre "contro" e veramente "alternativo").

Un libro coloratissimo (dalla penna di Ursus D'Urso, valente grafico e disegnatore, anima, con Alberto Ezzu, della band) e ricco di decine di interventi di personaggi chiamati a definire il concetto di psichedelia o a lasciare un contributo (ci sono tra i tanti Jutta Taylor Nienhausdegli Analogy, Matteo Guarnaccia,Cosimino Pecere, boss della Psych-Out Records, Twink dei Pink Fairies, Peter Daltrey dei Kaleidoscope, Brian Godding dei Blossom Toes, James Lowe degli Electrc Prunes etc etc.)

Coordina i racconti di Ursus e Ezzo, il giornalista Fabrizio Della Porta, stampa e distribuisce Area Pirata.

martedì, aprile 18, 2017

Lennie Tristano ― Turkish Mambo



Turkish Mambo è un brano di LENNIE TRISTANO del 1955 dove, per la prima volta nel jazz, viene utilizzata la sovraincisione, sovrapponendo più tracce di pianoforte nella registrazione.
Tristano ha sempre negato l'evidenza (cioè che ascoltando il brano è palese che non era possibile suonarlo con due mani).
Inoltre utilizza la variazione di velocità in alcune parti.

Le incisioni sono almeno tre, forse quattro e Tristano registrò due "mani sinistre e due destre.
La cosa provocò un grande scandalo in ambiente jazzista.

Come dice il critico Marcello Piras nel suo "Il jazz al microscopio":

Tristano aveva osato attaccare uno dei punti cardine della filosofia jazz.
Un' esecuzione di jazz è una performance, un prodotto diretto e immediato in cui l'artista si mostra per quello che è in quel momento.
Ciò consente al pubblico di proiettarsi sul solista, di viverne i mutamenti di umore, di "sentirne" ora l'aggressività, ora l'esaltazione, ora lo smarrimento, ora la lotta contro i limiti tecnici propri o dello strumento.
Con l'incisione di Tristano del 1955 tutto questo non è possibile.
Ma ciò non aggiunge e non toglie nulla al loro valore.

...Nell'opera d'arte ciò che conta è la qualità....

https://www.youtube.com/watch?v=6oEiuUU6Ek4

Lennie Tristano fu uno dei principali esponenti del Cool Jazz.
Figlio di italiani poverissimi emigrati a Chicago, diventato cieco a 9 anni, cresciuto in brefotrofio, divenne uno dei jazzisti più interessanti e creativi dei 50's e 60's.

domenica, aprile 16, 2017

Ray Davies e Pete Townshend



Intervista a Ray Davies in vista del nuovo album "Americana":

Con Pete Townshend c'è una telepatia reciproca, credo che ognuno ascolti i lavori dell'altro.
Una volta che ho fatto una chiacchierata con lui mi ha detto:
"Noi non parliamo mai"
Gli ho risposto:
"Perchè iniziare adesso ?"

Caffè Reggio, New York



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Aperto nel 1927 al 119 di Macdougal Street nel Greenwich Village a Manhattan a New York il CAFFE' REGGIO fu il luogo da cui partì la diffusione del Cappuccino italiano in America grazie al fondatore Domenico Parisi.
Nel locale è ancora presente la macchina del caffè originale di quel periodo.

Frequentato da moltissime star del cinema e della musica è stato spesso il set per numerosi film, dal Padrino 2 a Shaft, Serpico e tantissimi altri.
All'interno foto storiche e un dipinto di un allievo del Caravaggio.

sabato, aprile 15, 2017

Libertà



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' parlo di CANZONI PASQUALI (da "Easter" di Patti Smith a "Easter?" dei Jefferson Airplane - andatevi a leggere il testo di quest'ultima qui: https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=2518&lang=it), della bassista CAROL KAYE, dei nomi che avevano prima di diventare famosi vari gruppi rock e del "Primo Festival Rock" (http://tonyface.blogspot.it/2016/07/barbeque-67-il-primo-festival-rock.html).

Nella foto il numero scorso.

A CREMONA sabato 22 aprile

venerdì, aprile 14, 2017

Bruno Pisaniello - Herbie Goins



Bruno Pisaniello ha raccolto una serie di testimonianze (oltre a foto, una breve biografia e la discografia completa) su HERBIE GOINS.

Personaggio solo apparentemente secondario, suonò con Alexis Korner e con i suoi Nightimer infiammò le platee dei mods londinesi nei primi 60's.
Tra il suo pubblico anche personaggi come Robert Plant, Steve Marriott, il giovane Jimi Hendrix, Mick Jagger o Keith Richards.

Poi l'arrivo in Italia dove si stabilì e continuò a suonare con i Soultimers ed altre band (tra cui un'esperienza proficua con il mai troppo stimato bluesman Guido Toffoletti).
Questo libro lo ricorda come (splendido) uomo e grande talento.

Da annotare l'aneddoto in cui Herbie ricorda che un giovanissimo Jimi Hendrix gli chiedeva spesso cosa fosse necessario per diventare famosi e lui ogni volta gli rispondeva “Experience, experience”.
Il buon Jimi si è ricordato, evidentemente, di quella parola...

Per averlo scrivere a: brunopisa@hotmail.com

Nella foto il ricordo di un concerto con lui alla voce e una serie di altri musicisti (Alex Loggia, Oscar Giammarinaro, Roberto Falsetti, Roberto Stortoni) della scena mod come backing band, il 31 marzo del 1991 al Raduno Mod di Rimini allo Slego".

giovedì, aprile 13, 2017

Jimmy Nicol



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta. Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, Henry Padovani escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale, Bruce Foxton, da sempre nelle retrovie con Jam, Stiff Little Figers, Casbah Club, Glen Matlock fuori dai Sex Pistols appena prima del successo, il grande batterista Jim Keltner, Steve Jones, ex Sex Pistols e tanto altro, Dave Davies dei Kinks, Ari Paffgen (figlio di Nico e Alain Delon), Linda Eastman , Daryll Jones dei Rolling Stones, Jack Nitzsche, produttore e compositore, parliamo oggi dello sfortunato JIMMY NICOL, per un attimo batterista dei Beatles.

Le precedenti puntate qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

Tra i momenti più particolari della storia del rock la figura di JIMMY NICOL ha spesso colpito l'immaginario soprattutto per la sua involontaria "crudeltà" e tristezza.

Jimmy fu il batterista dei Beatles per 13 giorni, nel giugno del ’64, chiamato urgentemente a sostituire Ringo Starr, a causa di un ricovero ospedaliero per una tonsillite. Per non annullare una serie di concerti tra cui alcun importanti in Australia Brain Epstein rimediò il nome di Nicol che, tra l'altro, aveva da poco registrato come session man un ep con sei brani in versione strumentale dei Beatles.
La decisione di sostituire Ringo trovò le resistenze di George che disse ad Epstein che i sostituti dovevano essere due perchè lui non avrebbe fatto nulla senza Ringo.
Ma alla fine fu convinto.

Nel giro di 27 ore Jimmy dovette accettare, fare i bagagli, provare dieci brani ad Abbey Road (quella era la lunghezza del set dei Fab Four) e volare in Danimarca per il primo concerto a Copenhagen, il 4 giugno. Poi toccò ad Amsterdam (dove John fu sorpreso all'uscita di un bordello all'alba ubriaco fradicio, fotografato anche se le immagini furono poi distrutte) per due concerti. Ritorno a Londra per volare ad un concerto ad Hong Kong, Sidney e Adelaide.
Il 14 giugno Ringo raggiunse gli altri a Melbourne e l'avventura di Jimmy finì.
Se ne ripartì per Londra senza poter salutare i ragazzi che ancora dormivano e non volle svegliarli.



Ha dichiarato in seguito che "Sostituire Ringo è stata la cosa peggiore che mi potesse capitare".
Riformò la sua band precedente, rinominandola Jimmy Nicol and the Shubdubs. Poi entrò negli Spotnicks con cui incise un paio i singoli di scarso successo.



Ritrovò i Beatles quando la sua band aprì un loro concerto a Brighton nel luglio del 1964.
Nel 1967 Nicol lasciò la musica e si è sempre rifiutato, anche in tempi economicamente problematici, di sfruttare la sua storia a fini commerciali.
Durante la sua breve permanenza con John, Paul e George alla loro domanda su come andava rispondeva sempre "It's getting better", frase che ispirò Paul per scrivere "Gettin better" per "Sgt Peppers".

mercoledì, aprile 12, 2017

The Leather Boys (1964)



Ispirato dall'omonimo libro di Gillian Freeman, nel 1964 uscì questo controverso e discusso (nonchè particolarmente coraggioso per l'epoca) film diretto da Sidney J. Furie).

Ambientato nell'ambiente dei Rockers londinesi (curiosamente la scena iniziale in cui si ritrovano davanti all'Ace Cafè - storico ritrovo per i Rockers nei 60's - sembra aver ispirato non poco quella del raduno di Brighton in "Quadrophenia"), tratta di adulterio (la protagonista - l'inconfondibile Rita Tushingam - tradisce il neo marito) ma soprattutto, argomento tabù all'epoca, di omosessualità.
Mai troppo esplicitata (se non nelle ultime sequenze) ma ben presente.

Il racconto è lento e non particolarmente coinvolgente ma "The Leather Boys" rimane un film molto particolare e pressochè unico per l'epoca.
Ovviamente sempre affascinanti le immagini di una Londra livida, fredda, senza auto (o quasi) e che non c'è più.

Versione integrale qui:
https://www.youtube.com/watch?v=Z-W33j0YIJo

martedì, aprile 11, 2017

Derek Bentley



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

Derek Bentley fu impiccato all'età di 20 anni il 28 gennaio 1953 nella prigione di Wandsworth a Londra, accusato di omicidio di un poliziotto, nel 1952 durante una rapina.
Insieme al complice, Christopher Craig di 16 anni, fu però scoperto dalla polizia.
L'amico sparò e uccise uno degli agenti.
Benchè non fosse nemmeno armato, Derek fu condannato a morte al posto di Christopher, cui non poteva essere inflitta la pena capitale perché minorenne.
La condanna fu ritenuta una sorta di vendetta per accontentare l'opinione pubblica assetata di "giustizia".

Derek da piccolo era diventato epilettico a causa di una caduta e vide aggravarsi le proprie condizioni di salute quando, durante la seconda guerra, una bomba nazista distrusse la sua casa lasciandolo gravemente ferito.
Da allora il suo sviluppo mentale di Derek divenne come quello di un bambino di 11 anni.
Nel 1998 Derek Bentley è stato ufficialmente riabilitato.

Al caso Derek Bentley sono stati dedicati articoli e libri oltre al film LET IT HAVE IT in cui compaiono le canzoni "Derek Bentley" di KARLA DALLAS "Let Him Dangle" di ELVIS COSTELLO, "Let Him Have It" dei BUREAU (la band post Dexy's di Mick Talbot) e "Bentley and Craig" di RALPH MC TELL.
Su di lui era già uscito anche il brano "Derek Bentley" di EWAN MC COLL con PEGGY SEEGER

lunedì, aprile 10, 2017

I fought the law (and the law won)



I FOUGHT THE LAW (AND THE LAW WON) fu scritta nel 1958 da Sonny Curtis, che la incide nel 1959 quando entra a far parte dei Crickets (https://www.youtube.com/watch?v=g5aOpCGVKFY, prendendo il posto del povero Buddy Holly alla chitarra nel LP del 1960, In Style with the Crickets e l'anno successivo appare come B-side del singolo A Sweet Love.

Viene ripresa nel 1962 dalla band di Milwaukee Paul Stefen and the Royal Lancers che hanno un piccolo successo a livello locale ma senza mai scalare le classifiche nazionali.
https://www.youtube.com/watch?v=HONHhDSoRXI

Anche Sammy Masters nel 1964 ne incide una versione molto cool e "Elvisiana".
https://www.youtube.com/watch?v=rpo5D4rnqhI

Ma è la versione di Bobby Fuller che otterrà il grande successo.
Dapprima nel 1964 per l'etichetta Exeter a El Paso, in Texas dove consolidano la loro già discreta popolarità, poi, con il passaggio alla major Del-Fi Records, sotto la Mustang Records, e e con il nome di Bobby Fuller Four.
https://www.youtube.com/watch?v=u3lSg19Z37U

La nuova versione raggiunge nel 1965 la Top 10 in USA.
https://www.youtube.com/watch?v=OgtQj8O92eI

Appena sei mesi dopo, Fuller viene trovato morto, a soli 23 anni, per asfissia nella macchina di sua madre in un parcheggio nei pressi del suo appartamento di Los Angeles.
Il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ne dichiara la morte per apparente suicidio, ma altri ritengono che sia stato assassinato.

Ma è la versione dei CLASH del 1978 nell'ep Cost of loving (poi diventata un classico dal vivo, anche nella carriera solista di Joe Strummer) a dare la maggior popolarità alla canzone (ascoltata per caso da Joe e Mick durante le registrazioni di Give em enough rope).
https://www.youtube.com/watch?v=AL8chWFuM-s

Da questo momento il brano è stato ripreso da decine di altri gruppi, in primis dai Dead Kennedys che ne rifecero il testo (con l'aggiunta di I won, al posto di The law won) ispirandosi all'assassinio di Harvey Milk, bandiera dei diritti gay negli anni 70.
Si segnalano anche le versioni (in studio e /o dal vivo) da parte di Bryan Adams, John Cougar Mellencamp, Johnny Cash, Bruce Springsteen, Roy Orbison, Tom Petty, Social Distortion, Stiff Little Fingers, Ramones, Green Day, Ska-P, Grateful Dead, Stray Cats, Mano Negra, Die Toten Hosen, Status Quo, Johnny Marr, Kris Kristofferson in duetto con with Rita Coolidge.

I FOUGHT THE LAW

Breakin' rocks in the hot sun
I fought the law and the law won
I fought the law and the law won
I needed money 'cause I had none
I fought the law and the law won
I fought the law and the law won

I left my baby and it feels so sad
Guess my race is run
She's the best girl that I ever had
I fought the law and the law won
I fought the law and the

Robbin' people with a six-gun
I fought the law and the law won
I fought the law and the law won
I lost my girl and I lost my fun
I fought the law and the law won
I fought the law and the law won

I left my baby and it feels so sad
I guess my race is run
She's the best girl that I ever had
I fought the law and the law won
I fought the law and the law won

domenica, aprile 09, 2017

Wigan Casino e Grand Arcade



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.

I precedenti post
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il WIGAN CASINO (che sorgeva a Wigan, cittadina nel nord dell'Inghilterra a metà strada tra Liverpool e Manchester) è stato, notoriamente, uno dei club più famosi al mondo, patria della scena Northern Soul dal 1973 al 1981, anno in cui fu costretto a chiudere.

Curiosamente (e "tragicamente") fu il Comune (il Wigan Council), proprietario dell'immobile, ad imporre la chiusura, per potere allargare l'adiacente Centro Civico.
Ma la mancanza di fondi non rese mai possibile il progetto.

Si calcola che sia stato frequentato da circa 4 milioni di persone con una media abituale di 2/3.000 presenti in ogni All Nighter.
L'edificio bruciò un anno dopo la chiusura.

Attualmente vi sorge un centro commerciale (il Grand Arcade) che ricorda il luogo "storico" con il "Casinò cafè" nei piani superiori e con una targa dove sorgeva una volta la porta d'ingresso.
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