sabato, ottobre 21, 2017

Libertà, AFA, Rock d'Autore, Il Senato, Mods



Oggi alle 19.00 ad A. F. A. a PIACENZA (https://www.facebook.com/events/687720981421764) parlo e si parla di underground locale, dai tempi dell' Osteria di Sacc, passando per il Collettivo Azione, P. C. U. S. Tendenze, XNL, A. F. A. per raccontare e raccontarsi e per provare a capire come andare avanti tra autoproduzione, pochi soldi, zero spazi; come mantenerci liberi e slegati da logiche di profitto, come proporre cultura diversa in un mercato dove la musica spesso è un elemento d'arredo per eventi utili a degustare cibo o bevande.



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo del CANTERBURY SOUND, di Big Jim Sullivan, del libro di Stefano Gilarino "La storia del punk" e dell'album "As you were" di LIAM GALLAGHER.

Nella foto il numero della scorsa settimana.



Al "Melville" di San Nicolò (Piacenza) inizia la nuova edizione del FESTIVAL del ROCK d'AUTORE, a cui ho il piacere di collaborare nell'organizzazione.



Ritorna in Tour lo spettacolo MODS.

Con Alex Loggia saremo:
venerdì 17 novembre: S. Giustino Umbro (PG) "Cinema Astra"
sabato 18 novembre: Poggibonsi (SI) "Teatro Politeama"



Torna a dicembre IL SENATO, in tour e con un 45 giri !

https://www.facebook.com/groups/1797203047207723/

venerdì, ottobre 20, 2017

Andy Warhol - Pork



Nel 1971 andò in scena, prima a New York e poi a Londra al Roundhouse dal 2 al 27 agosto, la controversa opera teatrale scritta da ANDY WARHOL e diretta da Anthony J. Ingrassia, "PORK".

WAYNE COUNTY (che diventò poi JAYNE e con i suoi Electric Chairs infiammò la prima scena punk new yorkese) interpretava il personaggio di Vulva Lips. Tra gli attori anche la groupie Cherry Vanilla.
I personaggi erano basati su vari frequentatori della Factory di Warhol mentre la colonna sonora era composta da una serie di conversazioni telefoniche registrate da Warhol con i vari membri del suo giro.
Il tutto condito da scene e dialoghi piuttosto estremi e nudità esplicite.

DAVID BOWIE (con la moglie Angie) andò più volte ad assistere allo spettacolo londinese e, sostiene Wayne County, fu influenzato moltissimo dal cast di "Pork" per il suo prossimo cambiamento estetico che lo portò a breve ad assumere il profilo di Ziggy Stardust.

L'accoglienza, sia della stampa che del pubblico, si divise tra approvazione e molte critiche.
Lo spettacolo non andò più in scena.

Ulteriori dettagli qui: http://www.warholstars.org/pork.html

giovedì, ottobre 19, 2017

Paolo Rumiz - Maschere per un massacro



Sono stato personalmente molto coinvolto emotivamente nella sanguinosa guerra che distrusse la Yugoslavia.
Abituati a vedere contendenti lontani, il più delle volte in "paesi esotici" si vivevano le immagini di guerra con distacco, come qualcosa che non ci riguardava direttamente, con scarso coinvolgimento. La Yugoslavia era una nostra vicina, in tanti ci erano stati, le facce erano così simili alle nostre.


Una guerra sporchissima che Paolo Rumiz evidenzia ancora di più, mostrandone le cause e le motivazioni.
Un libro tremendo e spietato che ci mostra una Yugoslavia sull'orlo del baratro economico, distrutta al suo interno da un sistema di tangenti che aveva arricchito e favorito gli altri gradi politici, dell'esercito, del potere economico locale.

Rumiz sostiene la terribile tesi che per non soccombere ad un tracollo economico ci si "inventò" una guerra spacciata per "etnica" che permise di saccheggiare e razziare (legalmente, a causa della guerra di conquista reciproca) le città, le campagne e i cittadini, alle banche di non pagare debiti e di non dare i soldi a chi li aveva a loro affidati, alla delinquenza organizzata di arricchirsi a dismisura grazie alla guerra.
Durante l'assedio di Sarajevo, ad esempio, l'esercito serbo assediante vendeva alla mafia bosniaca, che gestiva gli assediati, i beni di prima necessità che a sua volta girava a prezzi maggiorati ai cittadini allo stremo.
Un affare per entrambi.
Finiti soldi e disponibilità improvvisamente, dopo anni, la Nato bombardò le postazioni serbe e l'assedio finì. Un assedio incomprensibile visto che il serbi avrebbero potuto tranquillamente sfondare quando volevano.

Una guerra di mafia, interessi, ruberie, razzie, massacri di ogni tipo, distruzione e 100.000 morti.

mercoledì, ottobre 18, 2017

La creatività dopo i 70 anni: David Crosby, Chris Hillman, Robert Plant

La creatività dopo i 70 anni.
Prerogativa di pochi ?
Decadenza ?
Pensionamento ?
Oblio ?

A giudicare da questi quattro nuovi album riceviamo una testimonianza assolutamente contraria, un segnale possente e diretto di vitalità
.





DAVID CROSBY - Sky trails
76 anni.
Album elegantissimo, ricco di stupende canzoni, ammantato di un sapore jazz funk (tra Steely Dan e la Joni Mitchell di "Hejira", della quale riprende anche "Amelia"), le immancabili melodie vocali che riportano ai CSN&Y, un gusto sopraffino, un tocco di folk soul, testi spesso, come sempre, impegnati. Produzione pulitissima e impeccabile, musicisti spaziali.

https://www.youtube.com/watch?v=S77732a8XJ4



ROBERT PLANT - Carry fire
69 anni.
All'undicesimo album solista Robert Plant si conferma curioso e acuto sperimentatore che sa unire piccoli sprazzi di tradizione con una visione artistica e musicale a 360 gradi che spazia dall'etno folk di sapore orientale, all'heavy blues, all'elettronica, al british folk e ovviamente a rimandi all'aureo periodo Led Zeppelin.
In sottofondo un gusto onirico e psichedelico che permea il tutto.
Un nuovo lavoro di classe e di livello eccelso.

https://www.youtube.com/watch?v=9OPKSZyRPFQ



CHRIS HILLMAN - Bidin my time 73 anni
Ex membro di Byrds, Flying Burrito Brothers, Manassas e Desert Rose Band, torna dopo dieci anni con un album, prodotto dal compianto Tom Petty e a cui collaborano David Crosby e Roger McGuinn (!!) oltre a membri degli Heartbreakers.
Riprende alcuni brani dei Byrds come “The Bells of Rhymney" e la quasi inedita, stupenda, “Here She Comes Again” firmata con McGuinn e “She Don’t Care About Time” (di Guy Clarke), B side di "Turn turn turn") oltre ad uno di Tom Petty e uno degli Everly Brothers.
Classe cristallina, impianto puramente 60's, voce ancora brillante.

https://www.youtube.com/watch?v=-8bni2W4Gpg



RANDY NEWMAN - Dark matter 74 anni.
Impegnato prevalentemente a scrivere colonne sonore per il cinema ("Cars" e "Toy STory" tra le più recenti), torna ad un album di inediti dopo quasi dieci anni. Come sempre impregnato di feroce satira (qui se la prende nell'omonimo brano, con Putin, con i creazionisti e coloro che negano il cambiamento climatico nell'introduttivo musical "The great debate", con l'America dei missili su Cuba mentre ha omesso un brano sulla lunghezza del pene di Trump), operistico, vaudeville, con brani in stile big band, New Orleans, colori gospel, swing e rhythm and blues.
Album affascinante, ricchissimo dei più svariati stili, divertente in cui spicca un grande omaggio a Sonny Boy Williamson in "Sonny Boy".

https://www.youtube.com/watch?v=6Ya-FGHdBso

martedì, ottobre 17, 2017

I burattini



Se ne vedevano ancora, raramente, negli anni 60 e 70.
Poi i teatri ambulanti dei BURATTINI sono progressivamente scomparsi e ora sono peculiari solo di certe zone e di certe tradizioni locali. Il “buratto”, una stoffa grezza e resistente usata per abburattare la farina al fine di separarla dalla crusca pare sia l'origine del nome e dal XIV secolo è il termine usato per indicare le vesti dei pupazzi di legno governati dai fili.

Solo a partire dalla fine del XVIII secolo in Italia si cominciano ad avere notizie della diffusione del teatro dei burattini.
Fin dal Cinquecento è segnalata la presenza in spettacoli di piazza dei BURATTINI ma è solo dal '700 che è accertata la presenza di compagnie stabili in costante tour nelle piazze e teatri dei paesi e città.
Verso la fine del '700 si ha un'importante evoluzione: si sono ritrovati, infatti, documenti che testimoniano il consolidamento del genere e la nascita di vere e proprie compagnie di giro e stanziali.

Nel XIX secolo i burattini diventano un fenomeno comune nelle piazze delle città, diventando un'attrazione in grado di coinvolgere un gran numero di persone; molti personaggi, nati come burattini, diventano in Italia maschere regionali.

lunedì, ottobre 16, 2017

Papa Francesco - Terra Casa Lavoro. Discorsi ai movimenti popolari



Ha suscitato scalpore e discussione la decisione del"quotidiano comunista" Il Manifesto di pubblicare tre discorsi di Papa Francesco ai Movimenti popolari.

Ebbene è sufficiente leggerli per comprendere la portata storica e la potenzialità delle sue parole.
Egualitarismo, critica al capitale, una visione sociale lucida, pragmatica, potente, da grande leader di pensiero.
Non è del Vaticano e delle sue storture che si parla in questo caso ma di una concezione del tutto nuova di un mondo che non sta sicuramente riservando momenti di equità e giustizia (sociale e non).

Di seguito alcuni passi del libro:

Terra, casa e lavoro, quello per cui voi lottate, sono diritti sacri.

Quando il capitale diventa idolo e dirige le scelte degli esseri umani, quando l'avidità di denaro controlla l'intero sistema socio economico, rovina la società, condanna l'uomo, distrugge la fraternità interumana, spinge popolo contro popolo e, come si vede, minaccia anche questa nostra casa comune, la sorella Madre Terra.

Vogliamo un cambiamento nella nostra vita, nei nostri quartieri, nel salario minimo, nella nostra realtà più vicina e pure un cambiamento che tocchi tutto il mondo, perchè oggi l'interdipendenza planetaria richiede risposte globali ai problemi locali.

L'economia non dovrebbe essere un meccanismo di accumulazione ma la buona amministrazione della casa comune. Ciò significa custodire gelosamente la casa e distribuire adeguatamente i beni tra tutti.

L'equa distribuzione dei frutti della terra e del lavoro umano non è semplice filantropia. E' un dovere morale.

Nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessun popolo senza sovranità, nessuna persona senza dignità, nessun bambino senza infanzia, nessun giovane senza opportunità, nessun anziano senza una venerabile vecchiaia.

Chi governa?
Il denaro.
Come governa?
Con la frusta della paura, della diseguaglianza, della violenza economica, sociale, culturale e militare, che genera sempre più violenza in una spirale discendente che sembra non finire mai.

Il terrorismo inizia quando hai cacciato via la meraviglia dal Creato, l'uomo e la donna. E hai messo lì il denaro. Tale sistema è terroristico
.

Finchè non si risolveranno i problemi dei poveri, rinunciando all'autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequità, non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema.
L'inequità è la radice dei mali sociali.
Il futuro dell'umanità non è solo nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e delle elite.
E' soprattutto nelle mani dei popoli e nelle loro capacità di organizzarsi ed anche nelle loro mani che irrigano con umiltà e convinzione, questo processo di cambiamento.

domenica, ottobre 15, 2017

Cesare Basile live alla Cooperativa Portalupi 12 ottobre 2017



Mi è ricorrente parlare di CESARE BASILE.
Varie situazioni ci hanno avvicinato e portato a collaborare ed è stato frequente assistere a suoi concerti in varie vesti (band o solista).
Il mio giudizio è difficilmente imparziale, visto che parto dal presupposto che sia il miglior cantautore italiano in circolazione.

Quando poi si esibisce nello splendore che brilla di umanità, socialità, competenza, attenzione e cura per l'artista, qualità tecnica dell'impianto e della sala concerti che è la COOPERATIVA PORTALUPI di Vigevano (Pavia), la serata diventa PERFETTA.

Basile canta il suo BLUES in siciliano, racconta storie e racconta la storia della nostra Italia, fustigata, depredata, annichilita.
Parla di sfruttati e sfruttatori, padroni e ribellioni.
E' NECESSARIO che qualcuno continui a farlo e a urlarlo.
Le canzoni sono ipnotiche, belle, intense, profonde.

Supportate Cesare, supportate la Cooperatia Portalupi, supportiamo le voci contrarie.

Corviale



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Corviale detto "il Serpentone" per via della sua lunghezza è un complesso residenziale di ROMA situato nei pressi della via Portuense, lungo via Ettore Ferrari, via Poggio Verde, via Marino Mazzacurati e via dei Sampieri, nel Gianicolense.

Di proprietà dell'ATER del Comune di Roma ex "Istituto Autonomo Case Popolari" è stato progettato a partire dal 1972 da un team di architetti e avrebbe dovuto rappresentare un modello di sviluppo abitativo in contrasto con il boom edilizio che produsse una serie di quartieri dormitorio, impersonali e ghettizzanti.

I lavori si arrestarono per il fallimento dell'impresa edile incaricata quando solo la parte residenziale era stata ultimata.
Le prime abitazioni furono consegnate nell'ottobre 1982, ma in pochi mesi venne occupato abusivamente da settecento famiglie, che presero possesso di buona parte dei 1200 appartamenti.
L'edificio è ora in condizioni di degrado nonostante un progetto di riqualificazione iniziato nel 2009. Parte del fabbricato è in mano alla delinquenza, allo spaccio e ai peggiori affari.

"Di ascensori ne funzionano otto su nove e i due che l'Ater è venuto ad aggiustare dopo due settimane sono stati di nuovo rotti.
Guastarli ha un scopo preciso: gli spacciatori si concentrano ai piani alti, dal settimo al nono, e le forze dell'ordine per le perquisizioni impiegano di più a fare le scale. Però, noi anziani non ce la facciamo più a salire le scale ".

sabato, ottobre 14, 2017

Robyn Hitchcock live a Piacenza 13 ottobre 2017



L'Auditorium del Conservatorio Nicolini di Piacenza, organizzato da Musiche Nuove a Piacenza, grazie a Max Marchini, ha ospitato un concerto del grande ROBYN HITCHCOCK.

Chitarra acustica e voce, rari passaggi al pianoforte e un'ora e mezza di ottimo set.
Voce stupenda, padronanza totale della chitarra, tra momenti psichedelici e palesemente Barrettiani, timbri bluesy, un duetto con la locale hero Annie Barbazza e gran finale con una versione mozzafiato al piano di "Crystal ship" dei Doors e poi "I wanna destroy you" dei suoi Soft Boys.
Pubblico abbastanza folto ed entusiasta.

Libertà e Il Senato



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo della scena BEAT e ROCK in URSS nei 60's.

Nella foto il numero della scorsa settimana.



Torna a dicembre IL SENATO, in tour e con un 45 giri !

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https://www.facebook.com/Il-Senato-273623663141684/

Re-Make Re-Model - Becoming Roxy Music di Michael Bracewell



A cura di FRANCESCO FICCO

Attenzione…
Questa non è la biografia dei Roxy Music, ma un preciso spaccato dei tempi antecedenti la loro formazione come band. E se vi state chiedendo perché ne parlo ora, visto che il libro è uscito nel 2007, è perché rappresenta un viaggio nell’Inghilterra della Pop Art, della nascita della scena mod che poi influenzerà anche la musica così come l’arte in generale ed i media.
Fino alla nascita del glam, fenomeno musicale tipicamente inglese.

Michael Bracewell è un rinomato romanziere e critico culturale inglese e, anche se utilizza uno stile di scrittura un po’ prolisso, appunto da romanziere, rende alla perfezione l’idea della scena giovanile emergente di quel periodo così creativo per l’ambiente artistico inglese che non era solo Londra, e che si sviluppa tra l’inizio degli anni ’60 e dura fino alla metà dei ’70.
Richard Hamilton, Rita Donough, Pamla Motown, Antony Price, Keith Wainwright, hanno contribuito in maniera originale e fondamentale per la crescita e lo sviluppo di uno stile di vita considerato ancora oggi molto espressivo ed originale.

Quindi scopriamo le origini di Bryan Ferry, Andy McKay e Brian Eno, dei tempi del college e della scuola d’arte, frequentata da molti dei loro colleghi musuicisti, che fece da miccia per innescare il morbo artistico ed implementare uno stile di vita fino ad allora non ritenuto possibile.
Quindi nessuna discografia e nessuna elucubrazione dei dischi dei Roxy Music, ma tutte le influenze artistiche che fecero in modo di dare vita alla band conosciuta come il nonplusultra dell’Art Rock, e che in un certo senso portò il teatro sul palcoscenico.

Per la cronaca…. il libro è in inglese e non è stato mai tradotto in italiano, ed il titolo è anche quello del primo brano del primo album dei Roxy Music… brano devastante dall’inizio alla fine. Buona lettura.

venerdì, ottobre 13, 2017

Liam Gallagher - As you were



Un album COOL.
Liam può piacere o meno ma sicuramente non passa inosservato, neanche musicalmente.
Anche perchè come recitava il titolo di un album degli Oasis lui è solito "standing on shoulders of giants".

Giganti come Greg Kurstin e Dan Grech-Marguerat ad esempio, che producono l'album, dopo aver lavorato con Adele, Sia, Foo Fighters, Beck, Pink l'uno e Radiohead, Lana Del Rey, Kean l'altro che ben sanno come coniugare l'anima rock di Liam con qualcosa che possa arrivare alle vette delle classifiche.
E così è stato per questo esordio solista dopo i fasti degli Oasis e la dignitosa seppur incerta e breve carriera dei Beady Eye.
Un disco curato nei minimi dettagli, fresco, intrigante, accattivante, dove ogni cosa è al posto giusto e l'approccio spontaneamente ruvido si accoppia alla perfezione con l'anima più pop/Beatles che Liam non ha mai nascosto, anzi...

C'è anche un retrogusto bluesy che rende il tutto più aspro e ruspante.

Il tono generale spazia tra ballate tipicamente Oasis ("Paper crown" e "Bold"), ottime rock songs, dirette, semplici e minimali ("You better run", "Get by"), riferimenti quasi glam ("Come back to me"), inchini Beatlesiani/Lennoniani ("Universal gleam").
Non un capolavoro ma sicuramente il miglior disco di un ex membro degli Oasis.

Consigliata la versione deluxe con tre brani in aggiunta tra cui la splendida "Doesn't have to be my way" pop psichedelico di rara bellezza.

FOR WHAT IT?S WORTH
https://www.youtube.com/watch?v=SDrPghDvYA4

WALL OF GLASS
https://www.youtube.com/watch?v=YdJc7-ZEuT0

GREEDY SOUL
https://www.youtube.com/watch?v=sfcJ_vhlRfs

CHINATOWN
https://www.youtube.com/watch?v=GWDu-9zHG6Y

BOLD
https://www.youtube.com/watch?v=t8eBgnrk9QM

giovedì, ottobre 12, 2017

Cricket, Eric Idle e Monty Python



Un formidabile racconto di ALBERTO GALLETTI

End of the cricket season

DOMENICA 8 OTTOBRE 2017


Si è chiusa ieri la cricket season 2017 per l’Idle Cricket Club di Lodi.
Due giorni in Provenza sono, in un weekend di bel tempo tra le colline e i villaggi di questo splendido angolo di mondo, un modo bellissimo per chiudere la stagione sportiva e celebrare l’uscita definitiva di scena dell’estate.
E poca importa che la spada di Damocle della perdita dell’amato campo da gioco serpeggi e riaffiori qua e la, di tanto in tanto, tra le chiacchiere sulla partita, su un catch caduto, su un bel wicket preso, tra un pernod o una birra, cucumber sandwiches, baguettes e incontri insoliti, all’ombra dei platani secolari che ornano magnificamente le vie principali di questi paesi.

Reduci dalla disfatta del sabato, perpetrataci dal locale Entrecasteaux Cricket Club, cui si aggiungono i postumi di cena e dopocena annegati nel rosso locale, preceduti da un sostenuto numero di pernod aperitivale, ci ripresentiamo l’indomani (ieri) al campo ,ben decisi a vendere cara la pelle.
Toss vinto, scegliamo di lanciare per primi cercando di limitare, e possibilmente eliminare, i loro due tremendi battitori d’apertura.
Ne ritroviamo solo uno, inglese, gran giocatore e temibilissimo: L’altro, anche lui inglese, è sostituito da un giovane ed impaziente indiano che riesco ad eliminare relativamente per poco.
L’inglese invece continua a martellarci,il mio compagno Robert che lancia dall’estremità opposta viene colpito duramente. Io riesco a contenerlo meglio, ma lui riesce comunque ad accumulare 50 runs (un ottimo traguardo per un battitore).
Fino al mio quinto over. Comincio ad essere un po irritato per la piega che la partita stà prendendo, gli lancio una palla velenosa (secondo me), la terza su sei, e lui, con una spavalderia odiosa, me la picchia fuori campo realizzando sei punti: umiliazione. Impreco, ma non devo perdere il controllo o finirò anche peggio. Gli lancio una palla più lenta ma precisa che lui prudentemente ferma.
Poi riparto alla carica e gli lancio una bordata cercando di colpirlo al fianco, lui riesce a battere il colpo ma non segna perché un mio compagno ben piazzato raccoglie la pallina e la ritorna velocemente alla base. Lo fisso negli occhi è incazzato, e lo sono anch’io.
Mi rimane un’ultima palla da lanciare, ripeto il lancio precedente, stavolta lui colpisce con rabbia. Gran colpo, la palla fila via a mezz’altezza,ma Sunny, che ho piazzato nel posto giusto, lo prende al volo e lo elimina: giubilo.

Nel frattempo ho notato un signore, inconfondibilmente un inglese, di una certa età, a bordo campo.
Saluta un paio di persone e si accomoda al tavolo degli scorers da dove si mette a seguire la partita.
Il nostro scorer e compagno di squadra Marco Landi, stimato dentista nonchè ossessivo collezionista di tutto ciò che è Beatles e come me inguaribile ed entusiasta anglofilo, si mette a conversare con il nuovo spettatore.
Gli avversari riescono comunque a segnare 214 punti, e so già che per noi saranno troppi, ma non importa, la nostra prestazione al fielding è stata buona e siamo soddisfatti, in battuta vedremo.
E’ ora del lunch, che consumiamo mischiandoci agli avversari in un’atmosfera di estrema cordialità, saluto e con piacere un paio di inglesi che giocano lì, conosciuti a Lodi anni fa.

Sopraggiunge Robert in compagnia di Marco, mi guardano con una strana espressione, sorridono quasi a prendermi in giro, ma non riesco a capire come mai. Robert mi fa :
‘Conosci quel signore seduto laggiù che sta guardando la partita?’
‘Ovviamente no’ rispondo.
‘Eric Idle’ mi risponde.
Blank. Guardo Marco che mi spalanca tanto d’occhi.
Dunque, Eric Idle : ‘Così su due piedi non mi viene in mente niente. Stò pensando a come riuscire a vincere la partita’.
Marco: ‘Monty Python!’
Io: ‘ Monty…..Python??!?’
Marco: ‘Si, porcozzio!! Eric Idle dei Monty Python!

Io (che nel frattempo mi son ricordato): ‘Ma porca pu***na, e che ca**o ci fa qui Eric Idle?’ Marco: ‘Pensa che gli ho parlato quasi un ora senza sapere chi fosse prima che arrivasse Robert. Quando me l’ha detto quasi cado dalla sedia’.
Da non credere!

Idle è anche il nome della nostra squadra e Robert e Marco gli hanno già regalato una nostra maglia da gioco che lui ha prontamente indossato, dicendo loro che rimarrà fino alla fine della partita.
‘Io mi faccio autografare la mazza’ dico a Marco. Non faccio in tempo a finire la frase che lui schizza a razzo, di bianco vestito, verso il paese a comprare un pennarello urlandomi ‘Hai ragione , figata di idea!’. Torna dopo quasi dieci minuti trafelatissimo, la partita ricomincia con un leggero ritardo. Destabilizzante come al solito la presenza di un Monty Python da qualche parte.
Andiamo in battuta, veniamo sconfitti di poco facendoci valere assai. Entro al n.7, passo indenne ai primi tre lanci difendendomi.
Durante il cambio dell’over il battitore inglese che ho eliminato si avvicina al suo capitano e gli chiede la palla. Il capitano acconsente.

Non gli è andata giù l’eliminazione e vuole vendicarsi. E’ anche un bel lanciatore. Resisto a tutti i suoi assalti, palle veloci, ad effetto, dirette alle gambe, non cado , finchè a pochi over dal termine con ancora battitori nostri a disposizione mi metto a picchiare ogni palla n
el tentativo di segnare il più possibile, raggiungo 12 ottimi runs prima di ciccare in pieno una palla che mi finisce dritta sui legni eliminandomi. Ma non fa niente, è l’altro lanciatore. Il mio personale avversario non è riuscito a buttarmi fuori.
La partita termina con una sconfitta più che onorevole per un margine risicato.
Ci sono le strette di mano e i complimenti reciproci di fine gara, cerco l’inglese gli allungo la mano e gli dico ‘well played’, lui contraccambia.
Eric Idle si unisce alle squadre e si complimenta con i giocatori: emozionante.
Lo avvicino e mi presento lui mi fa: ‘Well batted, he couldn’t get you out’ provo un’insolita sensazione di incredulità misto soddisfazione. Guardando la partita ha colto la situazione. E’ un grande appassionato di cricket mi dice, e ha giocato per anni.
Continuiamo a conversare di cricket mi chiede come gioco: ‘Ho visto che sei mancino.I lanciatori mancini sono sempre temibili’. Siccome sono leggermente sopraffatto dall’emozione, nonché con la gola inaridita da 40 minuti in battuta sotto un sole ancora caldo, ho qualche problema di pronuncia, non paragonabili a quelli Brian di Nazareth certo, ma ho bisogno di mandar giù qualcosa. Gli chiedo se posso offrirgli una birra, ‘certamente’ mi risponde.

Dopo la prima sorsata mi riprendo e continuiamo a parlare, la conversazione si sposta sull’imminente serie degli Ashes che comincerà tra un mese. Eric ritrova lo spirito dei giorni migliori: ‘Senza ubriaconi, stupratori, ladri e altre canaglie, gli australiani non riuscirebbero neanche a mettere insieme undici giocatori’.
Gli manifesto il mio tifo inglese senza remore. ‘Ottimo mio caro’ è la risposta.
Arriva Marco col pennarello, gli chiedo se mi può gentilmente autografarci le mazze.
‘Of course’.
Nel riporgermela mi dice ‘da adesso la tua media punti si decuplicherà’.

‘Se lo sapevo sarei venuto a chiederlo prima di entrare in battuta, avrei fatto 100!’, rispondo divertito. Risate, quasi sembra una delle loro scenette.
Fotografie di rito delle squadre, Eric posa con noi. Ci accomiatiamo dandoci appuntamento al prossimo anno, ancora lì, ancora per giocare a cricket e passare un po di tempo insieme bevendo qualche birra. Magari gli chiederemo se vuol giocare con noi.
Una persona gentilissima e incredibilmente simpatica. Ora ricordo bene Eric Idle, era proprio un bel pirla (nel senso che faceva ridere) quando era nei Monty Python!
Da non credere, mai nella mia vita avrei immaginato di trovarmi a far quattro chiacchiere con uno dei Monty Python così come se niente fosse.
C’è tempo per un’ultima birra al Cafè de Cours all’ombra dei grandi platani.
Siam contenti, le partite sono andate male ma è stato un grande weekend, e che imprevisto!

Meraviglie del cricket.

Si risale in macchina alla volta dell’Italia dove ci aspettano un inverno difficile e un futuro incerto.
Ma questa è un’altra storia.

mercoledì, ottobre 11, 2017

Lewis Morley



LEWIS MORLEY fu un noto fotografo di alcuni tra i volti più cool dei 60's. Soprattutto famoso per una foto alla modella Christine Keeler, nuda su una sedia, coinvolta nello "scandalo Profumo" nei primi anni Sessanta.

Al suo attivo ritratti di Dalì, Truffaut, Donovan, Jeff Beck, Charlotte Rampling e soggetti tratti dalla vita londinese.

E' scomparso nel 2013.

http://www.lewismorley.com/
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