lunedì, dicembre 11, 2017

Massimo Pirotta - Le radici del glicine



In via Correggio 18 a Milano c'era una casa occupata in una ex fabbrica della Mellin.
I primi nuclei di persone e famiglie entrarono nel 1975, fu sgomberata nel 1984.

Era un luogo aperto, fulcro di mille incontri trasversali, una sorta di albergo per girovaghi ma anche e soprattutto un posto in cui si creava, si condivideva, si viveva un 'esperienza nuova.
Un laboratorio sociale che passò dalle esperienze dell'Autonomia a quelle dei primi punk organizzati milanesi.
Un ambiente in cui si mischiavano estremisti di sinistra e anarchici ma anche cattolici (che pensavano fortemente a sinistra).
Anni in cui si poteva ancora cambiare spesso lavoro.
Lì restò attivo per anni il VIRUS ma anche il VIDICON, ci passarono gruppi, artisti (dal Living Theatre a Nico a Basquiat a Keith Harding), si incrociarono migliaia di esperienze.

Molte vengono narrate in questo libro di MASSIMO PIROTTA, giornalista, scrittore, tra i fondatori del "Bloom" di Mezzago, attraverso testimonianze e ricordi di molti degli occupanti e dei protagonisti.

Libro prezioso che documenta una realtà lontana, inimmaginabile oggi.

domenica, dicembre 10, 2017

Thilafushi



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Maldive, il classico luogo di vacanze con mare incontaminato.
Purtroppo non solo.
Oltre ad un governo piuttosto repressivo comprende anche angoli che di incontaminato non hanno proprio nulla.

Come l'isola di Tilafushi trasformata in discarica.

Thilafushi fa parte dell'atollo di Kaafu e dista appena 7 km dalla capitale Malè.
Nacque per volere del governo locale nel 1992.
La laguna venne trasformata in una discarica per affrontare il crescente problema dello smaltimento dei rifiuti prodotti dall'industria del turismo.

Furono scavati enormi pozzi nella sabbia e lì furono confinati i rifiuti provenienti da Male e dalle altre isole abitate dell'arcipelago della Maldive.
La spazzatura viene relegata tra il mare e sottili strati di sabbia bianca, ricoperta da uno strato di detriti di costruzione e poi dalla sabbia.

Vi lavorano centinaia di immigrati senza alcuna protezione.
Arrivano fino a 330 tonnellate di rifiuti (spesso comprensivi di batterie esauste, amianto e altri particolarmente pericolosi) al giorno dalla capitale Malè e dai circa 100 resort delle Maldive.
Rifiuti che talvolta vengono sospinti sulle spiagge più rinomate.

A Thilafushi ci sono 30 fabbriche, una moschea e case per i circa 150 migranti del Bangladesh che lavorano alla discarica.

sabato, dicembre 09, 2017

Libertà



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" uno speciale sugli SKINHEADS in un momento di particolare attenzione e confusione sull'argomento.

venerdì, dicembre 08, 2017

John Lennon - Vero amore, i disegni per Sean



In ricordo di JOHN LENNON ((Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980)

John fu, oltre ad una serie di altre cose, un tenero padre per Sean, nato dalla relazione con Yoko Ono.
Per lui disegnò parecchio.

"Vero amore, i disegni per Sean" è una raccolta di una cinquantina di disegni dai colori tenui di animali, prati e alberi, accompagnati da una breve didascalia, spesso surreale e sottilmente ironica.

giovedì, dicembre 07, 2017

Emidio Clementi - L'amante imperfetto



EMIDIO CLEMENTI si è sempre diviso, a livelli di eccellenza, tra l'attività di cantante e compositore con i MASSIMO VOLUME e l'essere un valente scrittore.

Il suo nuovo romanzo dai connotati autobiografici (ambigui, mai esplicitamente dichiarati), esplora il crollo psicologico e umano di un ex libertino alle prese con un innocente "tradimento" della moglie.
Il racconto di un lento e progressivo scivolare in un inferno angosciante e opprimente.

Clementi scrive molto bene, asciutto, essenziale, colto, erudito, diretto.
Il libro scorre veloce e incalzante e merita un'attenta lettura.

mercoledì, dicembre 06, 2017

Tano D'Amico



TANO D'AMICO è stato ed è un fotografo di "strada" in prima linea.

Ha fotografato (sempre in bianco e nero) le carceri, le caserme, i manicomi, gli operai, i deboli, gli sfruttati, le manifestazioni di piazza (famose le sequenze dell'omicidio di Giorgiana Masi perpretato da infiltrati della polizia di Cossiga che lui documentò inequivocabilmente)) raccontato i Rom, immortalato il disagio sociale a cui ha restituito con le sue immagini dignità e rivincita.

https://www.facebook.com/Tanodamicofotografo/

martedì, dicembre 05, 2017

No New York



Pietra miliare della musica post punk, album pubblicato nel 1978 e che raccoglie sotto l'egida di BRIAN ENO, brani dei giovanissimi e sconosciuti Teenage Jesus and the Jerks (di Lydia Lunch), James White and the Contortions, Mars e i DNA di Arto Lindsay.

A New York per lavorare al secondo album dei Talking Heads More Songs About Buildings and Food, Eno rimase affascinato e colpito dai concerti che vide in quei giorni dei gruppi sopracitati in un festival all'Artist's Space.
Nella primavera del 1978 portò le band ai Big Apple Studios di Manhattan, intervenendo marginalmente nel risultato fiale, limitandosi a lasciare le band a suonare live in studio.

Ne risultò NO NEW YORK (la cui copertina è una foto dello stesso Brian) uno degli album più feroci e dissonanti di tutti tempi, ancora oggi attuali e aggressivi come allora.
La critica fu divisa tra entusiasti e fortemente critici.

https://www.youtube.com/watch?v=HoSLo9Y9z9o

lunedì, dicembre 04, 2017

Il Senato



Torna IL SENATO, in tour e con un 45 giri !

"Cielo viola" è un brano originale firmato e cantato da Fay Hallam mentre "Un giorno senza amore" (Fay e Luca alla voce) è la cover di "A day without love" dei Love Affair.
Entrambi i brani verranno proposti dal vivo nel tour (dove sarà possibile acquistare il 45 giri oltre che attraverso il sito di Area Pirata, www.areapirata.com ).

IL SENATO è Fay Hallam ( tastierista e voce di Makin Time e Prime Movers e dalla lunga e proficua carriera solista), Andy Lewis,(già bassista di Paul Weller e produttore artistico di fama internazionale), Luca Re (voce dei Sick Rose, storica garage band in attività dagli 80’s), Alex Loggia (chitarra degli Statuto e Il Santo), Tony Face Bacciocchi (già batterista con Not Moving, Lilith e Link Quartet).
Il repertorio spazia tra mod, beat, garage, soul.

Nelle prime due date Andy Lewis sarà rimpiazzato da Zak Loggia al basso.

Il video di "UN GIORNO SENZA AMORE"
https://www.youtube.com/watch?v=EIzmiIr0PBQ&feature=youtu.be

https://www.facebook.com/groups/1797203047207723/

IL SENATO IN TOUR

6 dicembre : Courgnè (TO) "Linc"

7 dicembre : San Nicolò (PC) "Melville"
https://www.facebook.com/events/1306002099503842/

8 dicembre : Vittorio Veneto (TV) "Spazio MAVV"
https://www.facebook.com/events/979624575509688/

9 dicembre : Milano "Ligera"
https://www.facebook.com/events/142657692973305/

10 dicembre: Torino "Blah Blah"
https://www.facebook.com/events/1980343035557843/

domenica, dicembre 03, 2017

Point Nemo



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

POINT NEMO è il luogo nell’oceano più lontano dalla terra, in qualsiasi direzione.

Il punto più vicino per il potenziale approdo è a 2.688 chilometri di distanza in tre distinte direzioni: alle Isole Pitcairn, a Moto Nui, poco più a sud dell’Isola di Pasqua, e Maher Island in Antartide.

Point Nemo è stato "scoperto" nel 1992 dall' ingegnere croato-canadese, Hrvoje Lukatel, utilizzando un programma informatico geo-spaziale.
Essendo la Terra tridimensionale, il punto più remoto dell’oceano dev’essere equidistante da tre diverse linee di costa. Per arrivarci con una barca veloce servono 15 giorni e mezzo.

Queste sue caratteristiche hanno determinato la scelta da parte delle missioni spaziali di scaricare lì i relitti di ritorno dall'universo.
Tra il 1971 e il 2016, più di 263 veicoli spaziali hanno scelto questo luogo, la cui profondità marina raggiunge i 3600 metri, come punto d'arrivo inclusa la Mir, la stazione spaziale russa.

13



Il 3 dicembre del 2004 usciva il primo post di questo blog, il testo di Anyway, anyhow, anywhere degli Who.

http://tonyface.blogspot.it/2004/12/anyway-anyhow-anywhere-pete-townshend.html

sabato, dicembre 02, 2017

Libertà



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" c'è un approfondimento su LYDIA LUNCH e articoli sl cd "Siren" di Francesco Paladino, sul figlio di Marc Bolan, Rolan Bolan e sulla canzone "Lola" dei Kinks.

venerdì, dicembre 01, 2017

Gianluca Morozzi‎ Lorenzo Arabia - Skiantos



La storia DEFINITIVA degli SKIANTOS.
368 pagine di narrazioni, testimonianze dirette di ognuno dei numerosi componenti della band, foto, documenti, ritagli di giornali, copertine e tanto tanto altro. Una storia (sostanzialmente in perfetta linea con la "mission" della band) di INsuccessi.
Spesso ad un passo invece dalla popolarità monetizzabile.
Che è talvolta pure arrivata ma la realtà è sempre stata piuttosto diversa, complice anche l'assoluta ingestibilità professionale di Freak e soci.

L'artista unico e insuperabile che era Freak Antoni, il più banale e tipico esempio di genio e sregolatezza, ne ha determinato il raggiungimento del vertice ma allo stesso tempo ne ha spesso causato la caduta.
Gli Skiantos sono un fenomeno assolutamente unico, originale e inimitabile.

Questo libro raccoglie tutto quello che c'è da sapere e ci induce a rimettere mano ai loro dischi e a ricordarne l'assoluto valore.

giovedì, novembre 30, 2017

Novembre 2017. Il Meglio



Siamo alla fine dell'anno e i candidati al top del 2017 sono sempre più numerosi.
Gospelbeach, Paul Weller, Dream Syndicate, Liam Gallagher, Filthy Friends, Motorpsycho, Stone Foundation, Charlatans, Ride, Little Barrie, Mavis Staple, Martha High, Rat Boy, Strypes, Kamasi Washington, Andy Lewis/Jusy Dyble, Godfathers, Sleaford Mods, Como Mamas, Songhoy Blues, Sinkane, Juliana Hatfield, Nicole Willis, Gemma & the Travellers, Ani Di Franco, Kevin Morby, Alan Vega, Neville Staple, Selecter tra gli stranieri.
Edda, Mauro Ermanno Giovanardi, Era Serenase, La banda del brasiliano, Cut, Julie's Haircut, No Strange, Giovanni Succi, Senzabenza, Cesare Basile, Giancarlo Onorato, Diplomatics, Don Antonio, Cesare Cremonini, Bastard Son of Dioniso, Gang, Strato's, Four By Art, Funkallisto, Five Faces, Todo Modo, Love Thieves tra gli italiani.


SHARON JONES and the DAP KINGS - Soul of a woman
E' purtroppo postumo il nuovo album dell'indimenticabile Sharon, recentemente sconfitta da un brutto male.
Poco prima di andarsene ha voluto lasciare un saluto ai fans e seppur minata dalla malattia ha tenacemente portato a termine questo commovente album, come sempre intriso di gospel, jazz, blues e soul, cantato con la consueta voce potente, forte, ruvida ma allo stesso tempo morbida e avvolgente.

MARTHA HIGH - Tribute to my soul sisters
Per 30 anni corista di James Brown, recentemente tornata sulle scene con una serie di ottimi nuovi lavori, Martha High tributa un sentito e riuscito omaggio alle voci femminili che negli anni sono state, anch'esse, a fianco del Godfather of Soul.
Tredici brani pieni di funk, blues e soul, voce superba, arrangiamenti di prima qualità.

LYDIA LUNCH - Under the covers
Notevole il nuovo album della sempre verde Lydia Lunch accompagnata da Cypress Grove (che fu sodale di Jeffrey Lee Pierce nel progetto Ramblin' Jeffrey Lee).
"Under the covers" stravolge una serie di brani più o meno noti (Doors, Elvis Costello, Steely Dan - "Do it again" ! - , Tom Petty, Jon Bon Jovi e altri) portandoli in un inferno di cupo, torrido, malatissimo, blues punk.

MORRISSEY - Low in high school
Ammetto di aver seguito poco la carriera solista di Morrissey e che anche gli Smiths non mi facevano impazzire (per avendoli visti dal vivo e apprezzati agli esordi).
Il suo nuovo album “Low in high school” è stato preso quasi unanimemente a pesci in faccia dalla stampa specializzata.
Personalmente lo trovo invece particolarmente riuscito, eclettico, vario, stimolante.
Spazia tra ballate di umore tipicamente britannico fino ad arrivare a pomposi brani che echeggiano addirittura prog, glam, rock sinfonico.
Grande classe compositiva, voce inconfondibile, uno degli album più personali dell'anno.

NOEL GALLAGHER HIGH FLYING BIRDS - Who built the moon ?
Diciamolo subito: Liam-Noel 2-0.
Appurato questo, Noel cerca di rinnovarsi affidandosi a nuove sonorità più pysch, shoegaze, con un po' di quel gusto "screamadelico" anni 90.
Ma il risultato è confusionario con un brano che guarda a Blondie di "Heart of glass" ("She taught me how to fly"), un altro che copia "Come together", qualche bizzarria, piccole dosi di Oasis e tanta dispersione.
Mancano i brani, quelli che un tempo sapeva comporre così bene.

WILLOW - 1st
Lei è la figlia di Will Smith, cantante, rapper, attrice, doppiatrice da tempo. E ha solo 17 anni...
Il nuovo album è un sorprendente e maturo lavoro cantautorale intriso di soul, di ballate ruvide a metà tra PJ Harvey, Alanis Morisette, Liz Phair, Tracy Chapman.
Voce sicura e adulta, brani notevoli. Da ascoltare.

SYLEENA JOHNSON - Rebirth of soul
Ottimo album di puro vintage soul per la vocalist di Chicago, figlia di Syl Johnson, ottimo interprete rhythm and blues nei 70's. Suoni perfettamente groovy, qualche cover un po' banale ("Chains of fool" , "I'd rather go blind" , "These arms of mine") ma ben fatta. Godibilissimo.

NEIL YOUNG & PROMISE of the REAL - The Visitor
Il buon vecchio Neil prosegue a pubblicare dischi senza sosta, riuscendo sempre a mantenere alto il livello qualitativo. "The visitor" è ancora una volta un buon album, crudo e immediato, tra blues, addirittura funk, ballate, rock classico, suonato con impeto e urgenza.

HAGGIS HORNS - One of these days
Prosegue il suo percorso a base di funk soul la band scozzese nel quarto album di una carriera sempre ottima.
Non sfugge alla regola anche il nuovo lavoro che si avvale di diversi ospiti vocali a intramezzare la prevalenza di episodi strumentali. Talvolta si arriva a sonorità vicine alla disco ma sempre con raffinatezza e grande coolness.

NIC CESTER - Sugar rush
L'ex voce degli australiani Jet ora vive in Italia e all'esordio si fa accompagnare dai Calibro 35 (lo abbiamo visto anche prima di Weller a Milano). Ottimo album di rock blues dalle movenze soul, qualche pizzico psichedelico, brani mid tempo ben calibrati, suadenti, avvolgenti. Si ascolta molto bene.

COURTNEY BARNETT - KURT VILE - Lotta sea lice
Un buon album in cui si affiancano dolenti ballate un po' strascicate e "fatte", vicine a Neil Young e momenti più spediti affini alla roots americana.
Alcuni brani particolarmente riusciti, altri meno ma è un buon lavoro.

CESARE CREMONINI - Scenari possibili
Il suo sesto album ci conferma ancora una volta la qualità eccelsa del suo comporre POP. Canzoni perfettamente strutturate, melodie originali, sempre azzeccate, arrangiamenti superbi, riferimenti a Chemical Brothers, Noel Gallagher, Beatles, brit pop, ballate strappa cuore.
Divertente, bravo ad ascoltare quello che accade intorno, eccellente nel trasporlo in chiave "italiana".

ALEX LOGGIA - Blue Star
Alex Loggia giunge all'esordio solista dopo decenni di attività musicale.
Prevalentemente negli Statuto ma che ha abbracciato tantissime altre esperienze, collaborazioni, gruppi, progetti.
C'è tutto il mondo di Alex in questo disco: beat, blues, funk, soul, rock, ritmi caraibici.
Ma è la qualità compositiva che eccelle.
I brani sono maturi, ricchi di intuizioni, di groove, melodia, classe.
Album di primissima qualità.

NO STRANGE - Il sentiero delle tartarughe
La band torinese aggiunge un ennesimo tassello al loro unico e originale mosaico psichedelico.
Il nuovo album si muove in equilibrio tra momenti di lisergia assoluta, folate folk e una forma di canzone autorale che si apre talvolta ad una visione quasi pop (vedi certi brani delle prime Orme o New Trolls) che riporta agli anni a cavallo tra 60 e 70.
Eccellente il lavoro di arrangiamento e di ricerca sonora molto curata (tanto quanto, come sempre, l'aspetto grafico).

WITHIN U - The night that rock ‘n’ roll broke
In occasione dell'uscita di un tributo a "Sgt Peppers" dei Beatles nel 40° anniversario della pubblicazione, nel 2007, un gruppo di musicisti piacentini si trovò in studio per una riedizione di "Within you without you" di George Harrison.
Dalla registrazione scaturì un'estemporanea session che produsse altri quattro brani di cui uno inedito.
La band riprende "I see you" dei Byrds, il tradizionale "John Rilet" e un oscurissimo brano dei Beatles, "Can you take me back" (uno spezzone acustico di pochi secondi che Paul Mc Cartney inserì senza accreditarne il titolo nel "White album") in cui viene inserito l'altrettanto misconosciuto "Wild honey pie". Il tutto trattato con ampie dosi di psichedelia.
Mezzora di musica, pane per i denti di tutti gli appassionati di suoni colorati.

LA BANDA DEL BRASILIANO - Volume 2
Torna il supergruppo toscano con il secondo album in studio, seguito del “Vol.1” pubblicato nel 2013. Undici brani che scavano nell'immaginario 60's e 70's, tra brani perfetti per diventare sigle tv e colonne sonore di film polizieschi dell'epoca, beat, lounge, soul funk, rhythm and blues.
Ci sono anche alcune deliziose cover come "Ti voglio" dell'accoppiata Ornella Vanoni / New Trolls e "Eclisse twist" di Mina (che nel 1962 fu colonna sonora de "L'eclisse" di M.Antonioni). Disco fenomenale, divertente, suonato benissimo, potente.

GERARDO FRISINA - Modern Latin Jazz
Una raccolta di brani inediti e di altri disponibili solo su vinile. Latin jazz, Nu jazz, lounge, bossa e tanto altro, rivisitato in chiave danzereccia. Molto cool.

LUCA LEZZIERO - s/t
Luca Lezziero ha una lunga esperienza alle spalle, come musicista, autore, scrittore, regista.
Il suo esordio solista si avvale non a caso della collaborazione e della produzione di Cesare Malfatti, ex membro dei La Crus con cui Lezziero lavorò a stretto contatto come autore di testi.
Gli otto brani (oltre alla ghost track finale che coverizza un brano degli Scisma) sono un elegante e raffinato viaggio nella migliore canzone d’autore italiana. Colori pastello, tonalità romantiche, approccio (apparentemente, vedi i sofisticati e ricchi arrangiamenti) minimale, la lirica di Gino Paoli in sottofondo ma una visione moderna e attuale. Un album destinato ad accarezzare i vertici delle migliori produzioni italiane dell’anno.

BEE BEE SEA - Sonic boomerang
Secondo album per il trio mantovano e nuova sferzata elettrica che attinge da power pop (dalle parti degli Undertones), punk (Ramones e dintorni) e generose dosi di garage e beat trattato con le giuste dosi di carta vetrata.
Brani diretti ma che non disdegnano aperture di sapore psichedelico, intrecci surf, un approccio talvolta tra Velvet Underground, Modern Lovers e Yo La Tengo con un pizzico di Franz Ferdinand. In definitiva: originali, personali, ottimi.

THE TRIP TAKERS - s/t
Esordio per il quintetto siciliano con un ep di sei brani che rappresenta al meglio la direzione della band.
I Beatles 63/64, i Byrds di "Fifth dimension", ampie influenze che arrivano dalla mitica compilation "Nuggets", chitarre jingle jangle, melodie sognanti, il tutto non lontano da quanto ai nostri giorni propongono Allah Las e Gospelbeach. Partenza incoraggiante, interessante e di sicuro impatto.

WIDE HIPS 69 - The gang bang theory
Terzo album per il quartetto abruzzese e consueta scarica di adrenalina ed elettricità.
Radici ben solide nel garage punk, nel punk rock, nei riff degli Stooges e MC5 e un approccio molto vicino al classico groove di una band come i Bellrays che a quelle influenze accosta da sempre un'anima soul/rhythm and blues.
Dieci brani crudi e immediati, sporchi e deraglianti come si conviene per un album riuscito e convincente.

THE CLASSMATES - Between the lines
La band bolognese bissa l'esordio del 2015 con un nuovo album di esaltante mix di punk rock primigenio e power pop. Undertones, Saints, Buzzcocks, un pizzico di Ramones, un approccio urgente, semplice, diretto.
Dieci brani che travolgono per freschezza e immediatezza, ben composti e ben fatti.

GORILLA PULP - Heavy lips
Secondo album per il poderoso quartetto viterbese.
E ancora una colata metallica di acciaio chitarristico, filtrato attraverso un gusto psych stoner e un substrato rock blues che rende il tutto particolarmente originale.
I Black Sabbath si affiancano ad un approccio molto affine ai Motorhead ma con tocchi di Hawkwind, Kyuss e Queens of the Stone Age. Esecuzione perfetta, attitudine totale, brani originali e compositivamente di grande spessore.
Più che ottimo.

FRENCH BOUTIK / POPINCOURT - The place I love/Tonight noon
Tratte dall'album "Gifted" (4 cd dedicati a cover dei Jam realizzate da band di tutto il mondo e i cui fondi sono devoluti a famiglie in difficoltà, "living in difficult circumstances"), due canzoni riprese da due nomi francesi.
I ben conosciuti FRENCH BOUTIK rivedono "The place I love" (da "All mod cons") in francese in una stravolta versione che spazia tra Kinks, jimgle jangle e psichedelia tardo 60's.
Tinta di psichedelia anche "Tonight at noon", uno dei migliori brani del primo Weller, ripresa in versione dream pop da POPINCOURT (con l'aiuto di Gabriela Giacoman dei French Boutik).

ASCOLTATO ANCHE:
BJORK (una martellata nei coglioni senza precedenti!), ALEX LAHEY (buon pop punk dall'Australia), WEEZER (bruttino forte), GRANDADDY (fortissimanente brutto), COURTNEY PINE and OMAR (jazz, soul funk, ottimo), AMP FIDDLER (funk hip hop spesso vicino a Prince ed affini), WILCO (buona raccolta di outtakes)

LETTO

Varlam Tichonovič Šalamov - I racconti di Kolyma
Un crudo, lucido, devastante viaggio nei gulag sovietici della Kolyma, inospitale regione siberiana, dove i prigionieri lavoravano nelle miniere fino alla morte per sfinimento, fame, malattie, percosse. Salamov sopravvisse a 15 anni di detenzione estrema, pur uscendone con il fisico distrutto.
Riabilitato proseguì la carriera di giornalista e scrittore.
La sua scrittura è potente per quanto semplice e pacata, pur di fronte ad orrori e sopraffazioni di ogni tipo.
Una delle grandi opere russe del 900.

Maurizio Campisi - Everybody wants to know (La mia vita con i Sick Rose)
Un libro che gronda passione, sincerità e tanta amarezza.
Una storia comune nella sua unicità.
Unica come i SICK ROSE, gruppo tra i più rappresentativi della scena 80's (tutt'ora in attività), di cui si narra la storia attraverso le parole del loro bassista Maurizio Campisi, comune perchè è simile a quella di tanti, tanti altri.
Anni di sacrifici indicibili, un numero incalcolabile di kilometri su e giù per l'Europa, notti insonni, locali allucinanti, il "successo" a portata di mano, l'illusione, la speranza e alla fine la VITA REALE che ti affronta a muso duro, ti stende con un cazzotto e ti rimette in riga.
Maurizio scrive bene, composto, diretto e chiaro, non fa sconti, racconta lucidamente un'epoca che non esiste più.
Una storia che era giusto raccontare.
E farlo in questo modo.

VISTO

Lydia Lunch live al "Fico" di Cremona 27-11-2017
Lydia Lunch emana magnetismo, carisma, forza.
E' piccola e sembra quasi indifesa, sale sul palco un po' claudicante ma è sufficiente che ti osservi con il suo sguardo e capisci che potrebbe mangiarti.
Ma non lo fa, sembra di buon umore.
Scherza sul fatto che ogni volta che hanno fatto una cover di un brano di una rockstar che odiava da teenager poi è morta (Eagles, Tom Petty, Gregg Almann).
Nel nuovo album "Under the covers" di omaggi a varie rockstar ce ne sono molti...attendiamo con un po' di paura.
Chitarra acustica di Cypress Grove (ex compagno di avventure di Jeffrey Lee Pierce) e un batterista ad accompagnarla.
Concerto di torrido blues punk, voce secca, cartavetrata, "Ode do Billie Joe" di Bobbie Gentry ad aprire, una "Black Betty" di Leadbelly caotica con la sola batteria di supporto a chiudere. In mezzo "Midnight rider" degli Almann Brothers, "Breakdown" di Tom Petty, la sua, drammatica, "Won’t Leave You Alone" e tanto altro.
Suona un'ora e poi dice al pubblico di non rompere le palle con richieste di bis che lei il concerto lo finisce lì.
Alla fine si mette al banchetto a vendere i CD, dispensa sorrisi e autografi, rifiuta di fare foto.
Questo si chiama PUNK.

Mauro Ermanno Giovanardi in concerto- Teatro Bibiena S.Agata Bolognese 11-11-2017
Buona la prima.
La prima data, la classica "data zero", del prossimo tour de "La mia generazione" di Mauro Ermanno Giovanardi (vedi qui: http://tonyface.blogspot.it/2017/10/intervista-mauro-ermanno-giovanardi.html ) si svolge nel minuscolo ma incantevole Teatro Bibiena nella pianura (avvolta da un'altrettanto classica fittissima nebbia autunnale) modeno/bolognese.
E tutto riesce al meglio.
L'evidente e dichiarata emozione per l'esordio crea empatia con l'artista, le rare sbavature arricchiscono il clima della serata, quasi una prova pubblica che rende ancora più partecipe e parte integrante dello spettacolo gli spettatori.
I brani sono scarni ed essenziali, più diretti rispetto al disco.
Ci sono anche episodi rimasti fuori come "Corri" dei Tiromancino (bellissima versione) e uno dei Prozac+.
Si chiude con una travolgente "Forma e sostanza" dei CSI mentre nel bis spazio (idea molto gradevole) ad un brano a testa per i musicisti che lo accompagnano, Lele Battista, Alessandro Gaben, Marco 'Cosma' Carusino oltre al batterista Leziero Rescigno e al fonico Marco Posocco.
Serata riuscita, band in gran forma, spettacolo da non mancare.

Alberto Fortis al "Melville" di San Nicolò (PC) 3 novembre 2017
Ci sono artisti che nel corso degli anni trascuri e lasci da parte.
Poi al Melville Caffè Letterario nella rassegna Rock d'Autore incappi in ALBERTO FORTIS e (ri)valuti un personaggio che è sempre stato un outsider nel panorama cantautorale italiano.
Qualche successo ma un ruolo sempre un po' sfumato.
Voce pulita e potente, soul a tratti, riconoscibilissima, virtuoso del pianoforte, ottima verve, impegnato nel sociale, ricorda l'esperienza con George Martin e tante altre cose interessanti, piazza un medley che passa da "Little wing" a "One love" degli U2 e incanta il folto pubblico presente.
Bel concerto.

Gomma live al "Melville" S.Nicolò (Piacenza) 24-11-2017
Giovani, aspri, scarni, minimali. romanticamente abrasivi, echi di Fugazi, Ciampi, postcore, Sonic Youth, post punk nel concerto dei GOMMA in un discreatamente affollato Melville Caffè Letterario all'interno della Rassegna Rock d'Autore.

FILM

Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli

E' sempre difficile addentarsi nell'improbabile tentativo di restituire credibilità al soggetto quando si parla di personaggi dell'ambito musicale.
Raramente si riesce a ricrearne lo spessore e un'immagine reale di quella che è la vita di un artista, in tour, in studio, in fase compositiva, nella vita quotidiana.
Susanna Nicchiarelli si cimenta con gli ultimi due anni di vita di NICO, figura decadente e decaduta, schiava di droga pesante, di un rapporto conflittuale e problematico con il figlio Ari, oscillante tra la voglia di lasciare la musica e costretta a suonare in luoghi improbabili per mantenersi.
Grazie all'immensa prova dall'incredibile espressività dell'attrice danese Trine Dyrholm che giganteggia in ogni inquadratura, il film si mantiene ad un buon livello anche se personalmente non condivido l'entusiasmo nè le lodi sperticate lette in giro.
Molte le cadute di tono, frequenti gli adattamenti sbrigativi, superficiali e poco credibili (pur se cinematograficamente comprensibili).

Ottima la scelta dei brani (riarrangiati molto bene da Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo e cantati perfettamente da Trine Dyrholm), suggestivi i brevi inediti filmati d'epoca dei Velvet Underground, ottime le ricostruzioni ambientali dell'epoca. Buon film, comunque interessante pur se con molti dubbi.

Detroit di Kathryn Bigelow

The revolution will not be televised.
Occorre subito sgombrare un equivoco di fondo: "Detroit" NON è un film sugli incidenti avvenuti nella città del Michigan nella 12th Street nel luglio 1967 nell'arco di cinque giorni, che portò all'intervento dell'esercito e alla morte di quarantatré persone.
La distruzione della città è sullo sfondo ma la vicenda gira intorno ad un singolo (gravissimo) episodio avvenuto nell'Algiers Hotel dove fu tenuto in ostaggio un gruppo di giovani (prevalentemente neri) e tre di loro uccisi a sangue freddo.
Anche il tema dei diritti civili rimane a fianco della vicenda.
La Bigelow tiene attaccati allo schermo per oltre due ore, in uno stato di estrema ansia e tensione altissima.
Anche la violenza è estrema ma mai esplicitata o ostentata.
E rende il tutto, paradossalmente ancora più violento.
Ambientazione affascinante, musica soul come colonna sonora, attori eccelsi (Will Poulter nei panni del poliziotto razzista è spettacolare).
Film potente, crudo, possente.

COSE VARIE
Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it, ogni domenica "La musica ribelle", una pagina sul quotidiano "Libertà", ogni mese varie su CLASSIC ROCK.

IN CANTIERE

Venerdì 1 dicembre: Mauro Ermanno Giovanardi alla Camer del Lavoro di Piacenza. Concerto acustico e mia intervista pubblica.

IL SENATO IN TOUR
6 dicembre : Courgnè (TO) "Linc"
7 dicembre : San Nicolò (PC) "Melville"
8 dicembre : Vittorio Veneto (TV) "Spazio MAVV"
9 dicembre : Milano "Ligera"
10 dicembre: Torino "Blah Blah"

mercoledì, novembre 29, 2017

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

P.P.ARNOLD - The turning tide
Voce superba, militanza nelle Ikettes, a fianco degli Small Faces, Stevie Wonder, Rod Stewart, Roger Waters tra i tanti. Una carriera solista dalle fortune alterne che avrebbe dovuto includere, nel 1969, anche questo album.
Prodotto da Barry Gibb ed Eric Clapton e con Caleb Quaye della band di Elton John alla chitarra, non vide però mai la luce. Finalmente viene stampato e scopriamo un pregevole gioiello intriso di soul, gospel, blues.
Lei canta in modo stupefacente, interpreta alla grande brani come "Spinning wheel" dei Blood, Sweat & Tears e "You can't always get what you want" degli Stones, tutto suona alla perfezione.
Notevole.

BILL BRUFORD - Feels good to me
L'incredibile batterista di King Crimson, Yes, UK, Earthworks e mille altre esperienze all'esordio solista nel 1978 affiancato da mostri dei rispettivi strumenti come Allan Holdsworth, Jeff Berlin, Dave Stewart e dalla voce di Annette Peacock. Si viaggia tra jazz rock, funk jazz, fusion con spazio a virtuosismi incredibili ma in un contesto di estrema essenzialità, senza le tipiche ridondanze dei generi.
Ancora fresco.

EATER - The Album
Una delle prime punk band inglesi, già attiva nel 1976 e composta da giovanssimi con un'età tra i 14 e i 17 anni. Hanno lasciato solo un album, "The Album", uscito nel 1977, classicamente punk rock: pochi accordi, tempi veloci, melodie minimali, breve durata. Cover di "Sweet Jane" e "Waiting for my man" dei Velvet Underground e di "Queen bitch" di Bowie. Si sciolsero dopo poco tempo. I membri si sparsero in altre punk band (Vibrators, Slaughter and the Dogs, London Cowboys) e nei Classix Nouveaux.

MONOCHROME SET - Cosmonaut
Band colpevolmente molto sottovalutata ha trascorso una carriera tra alti e bassi, scioglimenti e reunion, accadimenti vari.
L'ultimo capitolo è ricominciato alcuni anni fa, nel 2010, e ha già prodotto quattro album, l'ultimo dei quali uscito nel 2016 e di grande livello qualitativo.
Brani nervosi si alternano a ballate melodiche e sonnecchianti alla Kinks, chitarre "twang" di sapore surf e 50's, voce Loureediana, brani sempre di primissima qualità. Da ascoltare e (ri)scoprire.

martedì, novembre 28, 2017

Lydia Lunch live a Cremona "Fico" 27 novembre 2017



Lydia Lunch emana magnetismo, carisma, forza.
E' piccola e sembra quasi indifesa, sale sul palco un po' claudicante ma è sufficiente che ti osservi con il suo sguardo e capisci che potrebbe mangiarti.
Ma non lo fa, sembra di buon umore.
Scherza sul fatto che ogni volta che hanno fatto una cover di un brano di una rockstar che odiava da teenager poi è morta (Eagles, Tom Petty, Gregg Alman).
Nel nuovo album "Under the covers" di omaggi a varie rockstar ce ne sono molti...attendiamo con un po' di paura.

Chitarra acustica di Cypress Grove (ex compagno di avventure di Jeffrey Lee Pierce) e un batterista ad accompagnarla.
Concerto di torrido blues punk, voce secca, cartavetrata, "Ode do Billie Joe" di Bobbie Gentry ad aprire, una "Black Betty" di Leadbelly caotica con la sola batteria di supporto a chiudere. In mezzo "Midnight rider" degli Alman Brothers, "Breakdown" di Tom Petty, la sua, drammatica, "Won’t Leave You Alone" e tanto altro.

Suona un'ora e poi dice al pubblico di non rompere le palle con richieste di bis che lei il concerto lo finisce lì.
Alla fine si mette al banchetto a vendere i CD, dispensa sorrisi e autografi, rifiuta di fare foto.
Questo si chiama PUNK.

lunedì, novembre 27, 2017

Detroit di Kathryn Bigelow



The revolution will not be televised

Occorre subito sgombrare un equivoco di fondo: "Detroit" NON è un film sugli incidenti avvenuti nella città del Michigan nella 12th Street nel luglio 1967 nell'arco di cinque giorni, che portò all'intervento dell'esercito e alla morte di quarantatré persone.

La distruzione della città è sullo sfondo ma la vicenda gira intorno ad un singolo (gravissimo) episodio avvenuto nell'Algiers Hotel dove fu tenuto in ostaggio un gruppo di giovani (prevalentemente neri) e tre di loro uccisi a sangue freddo.
Anche il tema dei diritti civili rimane a fianco della vicenda.

La Bigelow tiene attaccati allo schermo per oltre due ore, in uno stato di estrema ansia e tensione altissima.
Anche la violenza è estrema ma mai esplicitata o ostentata.
E rende il tutto, paradossalmente ancora più violento.
Ambientazione affascinante, musica soul come colonna sonora, attori eccelsi (Will Poulter nei panni del poliziotto razzista è spettacolare).

Film potente, crudo, possente.

domenica, novembre 26, 2017

La Repubblica di Cospaia



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

La Repubblica di Cospaia fu un microstato esistito dal 1441 al 1826 situata dove oggi sorge il paese di Cospaia, frazione del comune di San Giustino, in provincia di Perugia.

Cospaia ottenne del tutto incosapevolmente l'indipendenza nel febbraio 1441 a causa di un errore nel tracciare il confine tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana.
A circa 500 metri dal torrente che doveva stabilire la demarcazione chiamato "Rio", esisteva un omonimo corso d'acqua.
I delegati della repubblica fiorentina considerarono come nuova delimitazione il "Rio" che si trova più a nord, i delegati dello Stato della Chiesa, invece, quello più a sud costituendo così una sorta di terra di nessuno i cui abitanti si autoproclamarono indipendenti. Nel 1484 la sua autonomia venne formalmente riconosciuta.

Cospaia basò la repubblica sulla libertà totale degli abitanti, detentori tutti della sovranità, non affidata a nessun organo di potere, non aveva esercito nè carceri.
Le decisioni erano affidate al Consiglio degli Anziani e Capi famiglia.
La Repubblica non aveva obblighi tributari con lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana, e le merci che transitavano nel territorio non erano soggette ad alcun dazio.
I 250 abitanti furono i primi nella penisola italiana a dedicarsi alla coltivazione del tabacco.
Nel tempo si trasformò in luogo di contrabbando e rifugio per malviventi di vario tipo.

Il 26 giugno 1826 entrò a far parte dello Stato della Chiesa:
ogni cospaiese, come "risarcimento", ottenne una moneta d'argento e l'autorizzazione a continuare la tabacchicoltura
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