mercoledì, ottobre 15, 2014

Paolo Apollo Negri - "Hello world"



Sarebbe riduttivo porre Paolo Apollo Negri nel pur onorevole e valoroso ma ristretto ambito dei migliori suonatori di Hammond italiani e non solo.
I suoi orizzonti sono da tempo enormemente più ampi e spaziano ormai tranquillamente in ogni contesto riconducibile all’uso della tastiera (da quella vintage a quella più moderna).
La lunga esperienza con il Link Quartet, l’incalcolabile numero di collaborazioni ma soprattutto le precedenti tre opere soliste lo hanno dimostrato senza ombra di dubbio.
Nel nuovo “Hello world!” il limite si sposta ancora più in là.
Non più il consueto intreccio di collaborazioni da ogni parte del mondo ma una solida band in studio che comprende anche Mario Percudani (chitarra), Paolo Botteschi (batterista) e Edoardo Giovanelli (basso) con la quale addentrarsi in complesse elaborazioni fusion jazz rock in cui fare grande sfoggio di perizia tecnica ed espressiva ma che non dimentica le origini funk soul negli unici due brani cantati, “Teenie tiny cameras” con Bob Harris e “Gumbo funk” con Noel McKoy.
I riferimenti sono i più disparati, dal classico funk rock dei primi 70’s al jazz rock degli Azymuth o addirittura Weather Report.
Un album di non facile fruizione ma che guarda molto lontano, come si compete al profilo di Paolo.

Ci puoi descrivere la genesi di questo nuovo lavoro (che esce a brevissima distanza dal nuovo del Link Quartet) ?

- Volevo proseguire il percorso iniziato con "Cobol", mantenendone alcune direttrici ma portandolo più verso il jazz rock e per farlo ho deciso di mettere insieme un vero e proprio gruppo che mi affiancasse già dalla fase di scrittura e arrangiamento dei brani.
Ho scelto le persone che mi sembravano più adatte a questo progetto: Paolo Botteschi (batteria), Edoardo Giovanelli (basso) e Mario Percudani (chitarra).
I dischi precedenti partivano da un lavoro personale in studio che si allargava poi ai contributi dei vari ospiti, questa volta invece il disco è il frutto di un lavoro collettivo, nato in sala prove, che ci ha permesso di tenere le strutture più aperte e dare più spazio all'improvvisazione e all'interplay.


La scelta di esplorare sonorità e generi come la fusion era predefinita o è stata una conseguenza dell'avere una band in studio (contrariamente ai tuoi precedenti album) ?

- Ë stata una scelta fatta prima di iniziare il lavoro sui nuovi brani. C'erano cose dei dischi precedenti che volevo esplorare più a fondo e ho volutamente deviato verso le sonorità fusion e jazz rock cercando però di mischiarle sempre al funk e al blues che sono linguaggi che conosco meglio.

Porterai in tour questo nuovo lavoro ?

- Si, il disco è nato come il lavoro di un gruppo e con l'idea che quello che stavamo facendo avrebbe dovuto funzionare anche live. La prima data sarà il 28 Novembre a Sound Bonico a Piacenza con il release party, poi proseguiremo l'attività live nel 2015.

Quanto è durata e quanto è stata difficile l'incisione di un album così complesso tecnicamente ?

- La fase di scrittura è durata un paio di mesi, altri tre per registrare e ancora un paio per il mix e il mastering. Abbiamo lavorato con calma e ci siamo divertiti un sacco, avevamo tutti voglia di metterci alla prova e vedere dove questo progetto ci avrebbe portati in termini musicali...
Ë stata una bellissima esperienza e approfitto dell'occasione per ringraziare ancora una volta i miei preziosissimi compagni di viaggio!


6 commenti:

  1. Bel colpo Apeul!
    Spero sentirti presto live
    C

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  2. Dove e come si trova ?

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  3. Credo su Amazon e sulle solite piattaforme di vendita on line

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  4. il bello che quando leggi interviste tra persone che conosci "personalmente di persona" (come direbbe Catarella di Montalbano) le parole assumono la voce e la faccia di chi le ha scritte. Capita anche a Voi? E' stato istantaneo per questa con Apollo. Scusate ovvietà (de)mentale di metà settimana :)

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    1. Anche a me succede la stessa cosa...ci vedo anche le espressioni di Paolo tra le righe...senilità power !

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  5. A me invece appare Paolo con una tele in testa..psychedelic power
    C

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