sabato, dicembre 03, 2016

The Who e Roger Daltrey in Italia di Antonio Pellegrini



Progetto molto interessante quello di Antonio Pellegrini per Chinaski Edizioni che esplora in dettaglio (raccogliendo preziose e rare testimonianze, resoconti dei concerti, scalette, stralci di interviste, articoli di giornale, foto inedite) l'attività degli WHO e di ROGER DALTREY in Italia dai concerti del 1967 a Torino, Bologna, Milano e Roma a quello del 1972 a Roma fino a Verona 2007, il tour di Roger Daltrey con la riproposizione di "Tommy" e le recenti date a Bologna e Milano.

Un libro curioso ma estremamente interessante, perfetto compendio alla conoscenza del mondo WHO.

venerdì, dicembre 02, 2016

Rolling Stones - Blue and lonesome



La storia è nota.
Gli Stones si chiudono in studio con il produttore Don Was e in tre giorni registrano un omaggio alle loro radici e origini blues coverizzando 12 vecchi brani di Willie Dixon, Howlin' Wolf, Little Walter, Magic Sam, Otis Rush, Jimmy Reed, Little Johnny Taylor, Eddie Taylor e Lightin' Slim.

Niente accorgimenti sofisticati, tutto più o meno in diretta, affidandosi all'esperienza e all'anima.
Il risultato è prevedibile e previsto ma "Blue and lonesome" è una grandissima prova di concretezza e di come sia palese quanto la band sia padrona della materia.

I quattro Stones suonano benissimo, Jagger giganteggia, è fantastico alla voce e all'armonica (ricordiamoci che quando è in tour porta sempre con sè un giradischi e la sua collezione di dischi blues da ascoltarsi), gli altri fanno il loro sporco mestiere e l'ascolto è piacevolissimo.
Ci sono anche Eric Clapton in ottima forma in un paio di brani, Jim Keltner in uno, mentre Chuck Leavell e Darryl Jones vanno di piano e basso alla grande.
Niente di nuovo ?
Echissenefrega, it's only Blues but I like it

Ps: una copertina più decente la potevano anche fare.

giovedì, dicembre 01, 2016

Abdul Mati Klarwein



Abdul Mati Klarwein è stato un pittore dalla vena creativa originalissima e personale, noto soprattutto per aver creato le copertine di classici della musica come "Bitches brew" di Miles Davis, "Abraxas" di Santana, "Last Days and Time" degli Earth, Wind and Fire e poi dischi di Last Poets, Buddy Miles, Osibisa, George Duke, Jackie Mc lean e tanti altri.

Il padre, Joseph Klarwein , era membro della scuola artistica Bauhaus. Ebreo, Mati crebbe in Palestina, dove volle il nome arabo Abdul, in segno di pace con il popolo palestinese.

Amico di Jimi Hendrix, ne fece un ritratto, poi usato per una compilation. Artista a 360 gradi ha proseguito la sua carriera di pittore, sperimentando vari ambiti pittorici, fino alla sua morte, nel 2002.

mercoledì, novembre 30, 2016

Novembre 2016. Il meglio.



Fine anno: ormai definiti i nomi che ritroveremo prevedibilmente ai vertici dei migliori a fine dicembre.
Myles Sanko, Michael Kiwanuka, Last Shadow Puppets, PJ Harvey, Iggy Pop, David Bowie, Nick Cave, Motorpsycho, King Gizzard and Lizard Wizard, Seratones, Fantastic Negrito, Kula Shaker, Marta Ren, Lucinda Williams, Nigel Hall, Mavis Staples, Parker Milsap, Charles Bradley, Deep Street Soul, The Heavy, Bob Mould, Steve Gunn, Monkees, Senior Service, Spitfires, Cool Ghouls, Excitements, Jack White, St. Paul and the Broken Bones, Lady Wray, Fay Hallam, Goat, Madness, Lemon Twigs, Leonard Cohen, Kristin Hersh tra gli stranieri.
Statuto, The Winstons, Afterhours, Marlene Kuntz, Radio Days, Nada, Roberta Gulisano, Guignol, Wu Ming Contingent, Daniele Silvestri, Sistah Awa, Vinicio Capossela, Bradipos Four, Michele Gazich, Avvoltoi, Milo Scaglioni tra gli italiani


ASCOLTATO

MADNESS - Can’t touch us now
I MADNESS continuano a collezionare album di alto livello, dignitosi, freschi, divertenti, interessanti.
Anche il nuovo lavoro si destreggia tra pop soul, stupende ballads, qualche occasionale ritorno a ska e rocksteady.
Brani belli, sound immediatamente riconoscibile, classe, eleganza, groove.

LEONARD COHEN - You want it darker
Ci sono artisti al cospetto dei quali DEVI avere una cura particolare nell'ascolto, nella comprensione, nel rispetto per una carriera di fronte alla quale ci si deve inchinare con una genuflessione simbolica (ma neanche tanto).
Cohen torna (a 82 anni...che può sembrare un dato folkloristico e invece conta e parecchio) con un nuovo album di livello altissimo.

"You want it darker" è blues, gospel, anima, cuore, corpo e sangue.
Intenso, (o)scuro, denso, rauco, profondo.
Notevole, come spesso/sempre.

KRISTIN HERSH - Wyatt At The Coyote Palace
Un nuovo album solista, doppio, in cui la chitarrista delle Thrwing Muses suona, canta, compone tutto.
Una storia strana, cruda e drammatica la sua, tra malattie (anche mentali) e problematiche di tutti i tipi.
"Wyatt At The Coyote Palace" è ispirato dall'autismo del figlio Wyatt ed è un lavoro dal fascino doloroso e dal dolore fascinoso e ammaliante.
A tratti talmente intenso da risultare struggente e quasi insopportabile. 
Ma è bello, molto bello, un piccolo gioiello folk/roots.

AUNT NELLY - Photograph
La band inglese vanta la presenza di due ex membri dei grandi Clique e propone un ottimo mix di atmosfere alla Prisoners, episodi strumentali di gusto Hammond beat, richiami ai 60’s e al miglior brit pop. L’album è piacevole e ben fatto, ottimo e ben suonato.

LEE FIELDS - Special night
Soul, rhythm and blues, un pizzico di funk, classe e una sorta di sofisticata rudezza "southern" (è del North Carolina) che rende il tutto più crudo e diretto. Lee Fields è sempre una garanzia di buona musica.
C'è tutto questo nel nuovo "Special night" inciso con i fidi Expressions e di cui vi potete beare in questo streaming integrale. Merita.
https://www.youtube.com/watch?v=nNa6F_fEtMw

LEMON TWIGS - Do Hollywood
Giovanissimi new yorkesi all’esordio con un sorprendente mix di Wings, Supertramp, primi Queen, il Lennon solista dei primi 70’s, Todd Rundgreen, un pizzico di Syd Barrett.
Un immaginario molto preciso, tra il 1971 e il 1974, replicato però con creatività e freschezza. Album delizioso.

A TRIBE CALLED QUEST - We Got It From Here – Thank You 4 Your Service
La BLACK MUSIC che cambia, si evolve, mischia, cresce, rinnova.
Dopo 18 anni tornano gli A TRIBE CALLED QUEST, orfani di Phife Dawg, scomparso da poco, con "We Got It from Here... Thank You 4 Your Service".
Hip hop che assorbe soul, funk, jazz, groove pazzeschi, ospita Kendrick Lamar, Jack White, Elton John (!), André 3000, Kanye West, Consequence, Busta Rhymes e altri.
Album pieno di stimoli, prospettive, nuovi suoni che si stratificano sulla classe cristallina della old school.

HANNAH WILLIAMS AND THE AFFIRMATIONS - Late nights & heartbreaks
Registrato a Londra al Quatermass Studio, lo studio di registrazione degli Heliocentrics, il nuovo album di una delle migliori voci soul in circolazione è prodotto da Malcolm Catto già con gli stessi Heliocentrics, con Mulatu Askate, Orlando Julius, Melvin Van Peebles e collaboratore di Dj Shadow, Floating Points, Quantic e Madlib.
"Late Nights & Heartbreaks" è un album potente, ruvido con suoni puliti, deliziosamente vintage ma moderni e attuali.
Il tutto a favore di un soul/rhythm and blues di primissima qualità.
Grandi brani, tutti originali, con l'eccezione di una strepitosa "Dazed and confused" di Jack Holmes (poi ripresa dai Led Zeppelin) in chiave psych soul, accenni funk, un bellissimo intermezzo strumentale in chiave ethio funk jazz in "7am to Seville", soul blues di sapore Southern in "Another sunrise" e nell ostruggente finale di "Your luck can change", umori gospel nel 70's funk (che occhieggia a Betty Davis) in "Woman got soul".
Groooooovy !!

ALICIA KEYS - Here
Prosegue il rinnovamento della Black Music attraverso il recupero della radici, riattualizzate in una concezione moderna e attuale.
Lo scorso anno è toccato a D’Angelo e Kendric Lamar, nel 2016 dischi di Michale Kiwanuka e Myles Sanko ci mostrano la via.
Alicia Keys si affianca, abbracciando soul, blues, gospel, rap, hip hop, folk soul, inframezza con interludi parlati, si apre a mille influenze.
Solita bella voce, brani eccellenti, grande groove, interpretazioni intensissime.

THE AIM - Days like these
Mod band che nel 1994 incise un oscuro 45 giri per la Detour Records, “Call your name”.
Dopo oltre 20 anni eccoli tornare con un album di discreta fattura che attinge da varie fonti del mod sound, da Jam, Motown, Kinks, il Weller solista, i 60’s beatlesiani, pop rock vario.
Non un capolavoro ma niente male.

CARLEEN ANDERSON - Cage street memorial-The pilgrimage
Il settimo album di CARLEEN ANDERSON è un coraggioso e originalissimo melange di stili, dal jazz al gospel, al soul, alla lirica (si, lirica!).
Ci sono accenni a Betty Carter, al vocalese jazz, Nina Simone e tanto altro.
Album non facile ma da scoprire e approfondire con attenzione.

HOPE SANDOVAL and the WARM INVENTIONS - Until the hunter
Come sempre dagli Opal ai Mazzy Star, la fascinosa Hope Sandoval miagola annoiata su basi ipnotico psych. Noiosissimo.

G 91- Your reaction, my direction
La "creatura" di Matthew Berth giunge al secondo capitolo discografico, avvalendosi questa volta della sapiente cura produttiva di Alex Loggia degli Statuto.
La fonte ispirativa rimane sempre l'universo (ancora non del tutto sondato a fondo) del brit pop degli anni 90 ma la scrittura si spinge oltre, trovando un tratto personale e distintivo sempre più marcato.
La chitarra acustica tesse una base ritmica costante e diventa uno degli aspetti più riconoscibili del sound dell'album anche quando i ritmi accelerano e portano i brani verso gli amati Oasis.
Disco già maturo, interessante e che prelude ad un futuro brillante.

LITFIBA - Eutopia
Uno si approccia al nuovo album dei Litfiba sicuro di poter sparare a raffica una serie di contumelie e dileggi di ogni tipo.
Soprattutto dopo aver ascoltato l'indecente (tanto quanto il video) singolo guida.

E invece tocca ricredersi.
"Eutòpia" ha tutti i prevedibili difetti che hanno funestato spesso la produzione della band da parecchio tempo a questa parte: enfasi, testi improponibili, un rock scontato, un tamarrismo diffuso.
Ma è fatto bene, ci sono brani ispirati, qualcuno azzeccato e interessante, accenni al passato e agli esordi, un lavoro chitarristico egregio, molta personalità.
NON è un brutto disco ("L'impossibile" a parte) e, per chi li ha apprezzati, non sarà una delusione, anzi...

ASCOLTATO ANCHE
PINK MARTINI (50‘s lounge carina e innocua anche se piacevole). THE OH SEES (mediocre) DENIS THE NIGHT & THE PANIC PARTY (shoegaze, psych, elettronica. Progetto personale e interessante), EMILI SANDE’ (piuttosto noioso e leccato)

LETTO

PAUL DU NOYER - La versione di Paul
Paul Dy Noyer, oltre ad essere un giornalista di NME e scrittore, è anche un vecchio amico e concittadino del suo più noto omonimo.
Con il quale ha intrattenuto negli anni numerose conversazioni private e lavorative (il titolo originale, più opportuno e mirato, è infatti"Conversations with Paul Mc Cartney"), raccolte in un questo lungo e dettagliato libro che scandaglia nella vita artistica e personale di PAULcon garbo, nessuna invadenza, tanta delicatezza.
Mc Cartney è diretto, sincero, senza peli sulla lingua, parla di Beatles e Linda, di spiritualità e della quotidianità di essere un (ex)Beatle.
Per i fan un documento imperdibile, grazie anche ad uno stile molto leggero, scorrevole, una chiacchierata continua che non svela particolari inediti o annotazioni sconvolgenti ma rifinisce una volta in più un ritratto così complesso come quello di uno dei compositori più autorevoli e geniali degli ultimi 50 anni.

GIANNI MIRAGLIA - Ritornello al futuro
Gianni Miraglia è tante cose, uomo dai mille talenti e dal grande seguito mediatico.
In questa sede lo apprezziamo come scrittore, con un lavoro dove satira e grottesco si intersecano con vicende divertenti ma non troppo, per scoprire, tra le righe, che ciò che viene narrato non è troppo lontano da una realtà sempre più decadente che ci circonda.
Qui si parla di zombies ma zombies di alto livello, da Kurt Cobain a Johnny Thunders, Sid Vicious, Lucio Dalla, con protagonista quello di Luigi Tenco che cerca un riscatto con i Dead Pertinis che si trasformano in SanRemones per vincere il Festival di San Remo battendo gli odiati Dire Straits Italia.
Il racconto è divertente, la scrittura incalzante, il tono agrodolce, talvolta esilarante, altre malinconico.
Ma è un libro unico e particolarissimo, originale.
E non è un pregio da poco.

FEDERICA MARCHETTI - Quando correvo su e giù per l’Italia dietro ai Litfiba
Libretto esile ma gradevole sulla strada che portava l’autrice a ruota dei Litfiba negli anni 80, con foto, aneddoti e testimonianze di un periodo lontano.

VISTO

Oasis: Supersonic di Mat Whitecross
Mille volte discussi, mille volte bastonati da accuse di mancanza di creatività, plagiarismo, carriera caotica, il turbolento scioglimento.
Eppure le quasi due ore di "Supersonic" sono un valido riassunto di quanto invece abbia rappresentato la band dei Gallaghers: un gruppo capace di scrivere capolavori, canzoni diventate classici, di catalizzare l'attenzione di milioni di ragazzi per anni, di essere un riferimento artistico, e non solo, per una valanga di gruppi.
Nel dettagliatissimo (forse troppo per chi non è un fan sfegatato) c'è tutta la storia, dagli inizi ai trionfi, attraverso materiale raro, interviste, curiosità, il tutto montato da Mat Whitecross in una chiave"Pop" non lontana (guarda caso) dall'estetica che caratterizzò l'"Anthology" dei Beatles.
Non so quanto sia legale (e sicuro) ma qui c'è lo streaming:
http://fmovies.to/film/oasis-supersonic.kw8y6/lr3rqm

COSE & SUONI

Mie recensioni quotidiane su www.radiocoop.it e mensili su CLASSIC ROCK mentre su IL MANIFESTO ho scritto due pezzi su "Rock e Sport" e sulle nuove Soul bands. A breve due pagine sulle nuove Mod Bands.

IN CANTIERE

LILITH AND THE SINNERSAINTS in concerto il 6 gennaio a Firenze al Circolo Progresso.

MODS! torna a :
Venerdì 13 gennaio a FANO (PU) al "Circolo Artigiana"
Domenica 15 gennaio a BERGAMO all' "Edonè"

Per ascoltare il 45 giri appena uscito:
https://areapiratarec.bandcamp.com/album/mods

martedì, novembre 29, 2016

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

ELLA FITZGERALD - Ella - 1969
Inutile sottolineare le capacità vocali di Ella e la sua importanza in ambito jazz e non solo.
Verso la fine dei 60’s si dedicò ad esplorare anche il pop rock contemporaneo con reinterpretazioni in genere magistrali di classici ed episodi meno conosciuti.
In “Ella” troviamo un doppio omaggio ai Beatles con due spettacolari versioni di ”Got to get you into my life” (dal sapore gospel pop) e “Savoy truflle” (di George dal “White Album”), versioni di classici rhythm and blues come “Get ready” e “Knock on wood”, un’incantevole “I’ll never fall in love again” di Burt Bacharach e altri brani di Randy Newman, Harry Nilsonn, Smokey Robinson. Groove a non finire, voce pazzesca, Nicky Hopkins al piano.
Grande !

IZZY STRADLIN AND THE JU JU HANDS - s/t
Lasciati i Guns and Roses l’anno precedente, nel 1992 Izzy Stradlin incide un album con i fiocchi, affiancato da Rck Richards dei Georgia Satellites, daChalo Quintana dei Social Distortion e con il prezioso di Ian Mc Lagan all’Hammond e pure Ron Wood che suona e canta nella sua “Take a look at the guy” (dove c’è anche Nicky Hopkins al piano).
C’è una pesante ma avvolgente e stupenda aria di Stones ovunque, poi rock n roll, sapido hard rock anni 70’s tra Faces e Free.
Album grezzo, genuino, splendidamente e classicamente ROCK.

THE STEPPES - Drop of the creature
Una delle migliori etichette in circolazione, la romana Teen Sound, riporta alla luce un prezioso album della band americana THE STEPPES che negli anni '80 seppe condensare al meglio il rinnovato interesse per i 60's con una visione più ampia e particolareggiata rispetto a chi riproponeva sonorità più rudi, minimali e garage punk.
 La band dei fratelli Fallon si addentrava in territori folk psichedelici, scavando anche nelle loro origini irlandesi.
 "Drop of the creature" fu l'esordio, brillante,  a tratti epico, ricchissimo di influenze di ogni tipo, caratterizzato da una scrittura matura che non disdegnava sottili citazioni a Beatles, Kinks, Byrds ma che sapeva proporsi in modo assolutamente originale.
La ristampa in vinile è arricchita dai testi, da due ottime bonus tracks e da una serie di rare foto d'epoca. Per i cultori un'occasione imperdibile per riscoprire una band e un sound ancora freschissimi e attuali.

WILLIE HUTCH - Soul portrait
Willie Hutch è un signore che ha scritto brani per Michael Jackson, Jackson Five, Marvin Gaye, Smokey Robinson tra gli altri oltre ad aver firmato le colonne sonore blaxploitation di film cult come “Foxy Brown” e “The Mack”.
Anche la sua discografia personale è lunga e corposa, a partire dall’eccellente esordio del 1969, soul caldissimo, proto funk, arrangiamenti di fiati torridi, grooves northern soul,voce graffiante. Grandissimo album (da poco ristampato).

lunedì, novembre 28, 2016

The Blues



E' doveroso segnalare che RAI 5 sta trasmettendo in rotazione la basilare serie THE BLUES, documentario curato da MARTIN SCORSESE nel 2003, composto da sette differenti episodi, ognuno dei quali diretti da diversi registi.
Una visione ESSENZIALE e assolutamente da non perdere, fatte benissimo e esaustive al 100%.

I sette episodi sono

Feel Like Going Home di Martin Scorsese in cui si viaggia dal Mississippi al Mali con il musicista Corey Harris alla ricerca delle remote radici, con Willie King, Taj Mahal, Othar Turner e Ali Farka Toure e filmati d'epoca con Son House, Muddy Waters e John Lee Hooker.

The Soul of a Man di Wim Wenders sulla carriera di Skip James, Blind Willie Johnson e J. B. Lenoir.

The Road to Memphis di Richard Pearce sulla Beale Street music scene con alcune star di Memphis come B. B. King, Rosco Gordon e Bobby Rush.

Warming by the Devil's Fire di Charles Burnett su un viaggio di un giovane ragazzo sul Mississippi con Big Bill Broonzy, Elizabeth Cotten, Reverend Gary Davis, Ida Cox, Willie Dixon, Jesse Fuller, John Lee Hooker, Lightnin' Hopkins, Son House, Mississippi John Hurt, Vasti Jackson, Bessie Smith, Mamie Smith, Victoria Spivey, Sister Rosetta Tharpe, Dinah Washington, Muddy Waters, Sonny Boy Williamson.

Godfathers and Sons di Marc Levin sulla storia della Chess Records e la produzione di Electric Mud di Muddy Waters.

Red, White and Blues di Mike Figgis sugli effetti della British Invasion nella cultura blues americana con Jeff Beck, Van Morrison, Tom Jones, Chris Farlowe e altri.

Piano Blues di Clint Eastwood dedicato ai suonatori di piano nel blues con Dr. John, Ray Charles, Jay McShann. Ike Turner e Pinetop Perkins.

domenica, novembre 27, 2016

Il Villaggio Eni di Borca di Cadore



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti pos
t:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Nato come villaggio turistico riservato ai dipendenti dell’Eni caratterizzato da modernissimi standard architettonici, servizi eccellenti e nessuna distinzione gerarchica prese il nome di Villaggio Sociale ENI e sorse a Borca di Cadore, a 15 km da Cortina d'Ampezzo.

Fu costruito tra il 1955 ed il 1962, caratterizzato da 17 edifici uniti fra loro da un sistema di collegamenti che fanno riferimento al grande padiglione centrale.

I principali edifici erano la Chiesa Nostra Signora del Cadore, l’Albergo Boite, il residence Corte, il Campeggio di capanne in legno e 280 villette monofamiliari, sparse nel bosco, edificate su piattaforme in stile palafitta.

Il tutto fu progettato e realizzato da Edoardo Gellner.

Dopo la tragica scomparsa di Enrico Mattei nel 1962 la realizzazione del villaggio fu interrotta e i lavori del Villaggio Eni di Borca di Cadore non ripresero più.
Dal 2014 un nuovo Progetto Borca, opera al ripensamento e alla rigenerazione del sito nel suo complesso.
Un dettagliato doc d'epoca descrive al meglio le caratteristiche del Villaggio

https://www.youtube.com/watch?v=E0HddwfIO_A

Grazie a Giuseppe Piol

sabato, novembre 26, 2016

Weller e Rock n Goal/Sport oggi a ROMA



Oggi a ROMA presento Rock'n'Goal - Calcio e musica. Passioni Pop a HELLNATION Store alle 18 con Federico Guglielmi mentre alle 20.30 allo Scalo77 tocca a L'uomo Cangiante - Paul Weller. The Modfather la mio bio su PAUL WELLER (e poi metto su anche qualche disco che piace a me).

https://www.facebook.com/events/1617155548590347/

https://www.facebook.com/events/305454156504280/

venerdì, novembre 25, 2016

Linda Eastman



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta. Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, Henry Padovani escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale, Bruce Foxton, da sempre nelle retrovie con Jam, Stiff Little Figers, Casbah Club, Glen Matlock fuori dai Sex Pistols appena prima del successo, il grande batterista Jim Keltner, Steve Jones, ex Sex Pistols e tanto altro, Dave Davies dei Kinks e Ari Paffgen (figlio di Nico e Alain Delon) parliamo oggi i LINDA EASTMAN

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

Ha detto Paul McCartney, con un po' di amarezza, che la donna più odiata dai fan dei Beatles non è stata Yoko Ono ma sua moglie LINDA EASTMAN.

Il fatto che Linda abbia ad un certo punto condiviso con il ben più famoso marito l'esperienza artistica con i Wings, partecipato, anche a livello compositivo, agli album della band, preso posto fisso sul palco al suo fianco, le ha attirato non pochi strali, soprattutto dalla critica.
Basti pensare per quanto tempo la sua attività da fotografa e il suo cognome l'abbiano accostata alla dinastia Kodak/Eastman, facendola passare come ricca rampolla viziata.
Povera non lo è mai stata ma nulla aveva a che fare con Kodak.

Curiosamente il cognome del padre era originariamente EPSTEIN (come il manager dei Beatles...) ma se lo fece cambiare in Eastman una volta immigrato in USA dalla Russia...

Fotografò numerose star della scena rock (si attribuiscono a lei anche esperienze da groupie in tal senso) a partire dal 1966 quando immortalò gli STONES sul Sea Panther, lo yacht in cui Jagger e soci tennero la prima conferenza stampa americana.
Era l'unica fotografa presente e ciò le consentì di lanciarsi nel mondo della musica.
Toccò poi ai Cream, Simon & Garfunkel, Mamas and Papas, Jackson Browne, Blue Cheer, Jim Morrison, Frank Zappa, Animals, Traffic, Who, Neil Young, fu presente alla conferenza stampa dei Beatles a New York in occasione del loro ultimo tour, nel 1966, e fu invitata come fotografa al party di presentazione del nuovo disco dei Beatles "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" nel 1967.

Quattro giorni prima al club Bag O'Nails aveva conosciuto PAUL MC CARTNEY.

I due si sposarono il 12 marzo 1969 presso l'ufficio municipale di Marylebone, Londra.
Da allora divennero inseparabili fino alla prematura scomparsa di Linda per un tumore al seno nel 1998 all'età di 56 anni.
Vegetariana, attivista per i diritti degli animali, donna combattiva, colta, intelligente, Linda è sempre rimasta fedelmente all'ombra di una delle stelle più fulgide dello star biz mondiale. Nel 2000 è stato aperto il The Linda McCartney Centre, una clinica per malati di cancro, presso il Royal Liverpool University Hospital.

Dopo la sua scomparsa uscì un album solista con alcuni suoi brani in cui ovviamente Paul compare in tutte le vesti, "Wide Praire" (se ne parla in dettaglio qui: http://tonyface.blogspot.it/2014/10/get-back-dischi-da-riscoprire.html )

giovedì, novembre 24, 2016

This is Tom Jones



THIS IS TOM JONES fu una trasmissione, andata in onda in 65 episodi, dal 1969 al 1971 per il canale inglese ATV, poi esportato in USA alla ABC.
Tom Jones ricevette una nomination per un Golden Globe Award per "Best Actor In a Television Series - Musical or Comedy" in 1969.

Incredibile la spettacolare lista di ospiti con cui spesso duettò.
Tra i tanti:

Janis Joplin: https://www.youtube.com/watch?v=wRmRvNx4rCs
Ella Fitzgerald: https://www.youtube.com/watch?v=3U9uPIPzG8o
Ray Charles: https://www.youtube.com/watch?v=YQU9BxJI5pc
Tina Turner: https://www.youtube.com/watch?v=x4kVUIcBOpA
Aretha Franklin: https://www.youtube.com/watch?v=HsMyrXUlWkI
Stevie Wonder: https://www.youtube.com/watch?v=82cNLGczIUg
Jerry Lee Lewis: https://www.youtube.com/watch?v=Fa5kKnRwgcc
Little Richard: https://www.youtube.com/watch?v=QzF0ICgjdMI
Joe Cocker: https://www.youtube.com/watch?v=DzfFnPSYGI0
Sergio Mendes: https://www.youtube.com/watch?v=7_wVZo_mL8A
Jerry Lee Lewis e Chet Atkins: https://www.youtube.com/watch?v=ncyhYQSO8zI

Oltre a certe fantastiche canzoni soliste (vedi questa stupenda "Get ready" : https://www.youtube.com/watch?v=JS2dQiHalzM

Ma furono suoi ospiti anche Who, Bee Gees, Julie Driscoll w/Brian Auger and the Trinity, Donovan, Smokey Robison & The Miracles, Hollies, Liza Minnelli etc.
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