martedì, gennaio 24, 2017

Stop !



Per un breve periodo il blog andrà a velocità ridotta, con post saltuari già programmati (grazia ad Alberto Galletti e Clodoaldo).
Ci risentiamo verso la metà di febbraio.

https://www.youtube.com/watch?v=Qyclqo_AV2M

Life is very short and there's no time
For fussing and fighting, my friend

lunedì, gennaio 23, 2017

Il meglio del mese. Gennaio 2017



Con un po' di anticipo il Meglio di gennaio 2017

ASCOLTATO

SLOWLY ROLLING CAMERA - All things
La band gallese firma un eccellente album di grande fusion di stili dal jazz al funk al soul, spiritual jazz, insert free. Molto personali, potenti, interessanti.

SOUL SCRATCH - Pushing fire
Inizia bene l'anno in ambito NEW SOUL con un ottimo album d'esordio per la band californiana. Molto Otis oriented ma anche sferzate in puro stile James Brown, favolosi grooves, voce davvero particolare e grande padronanza strumentale.

HALF JAPANESE - Hear the lions roar
In pista dal 1975, da sempre outsiders inclassificabili con il loro personalissimo art-rock che ha influenzato non poco il sound di bands come Sonic Youth o Dinosaurs Jr tra i tanti. Questo è il sedicesimo, caotico, album, ancora una volta tanto interessante quanto anarchicamente impossibile da incasellare.

FLAMING LIPS - Oczy Mlody
Sempre avuto grande rispetto e fascinazione per i Flaming Lips anche se non li ho seguiti assiduamente. Questo nuovo album lo trovo noioso, dispersivo, senza capo nè coda. Mah...

FRED THOMAS - Changer
Tipo strano che ha come riferimenti Jonathan Richman, Dream Syndicate, Billy Bragg e tira fuori una serie di canzoni sghembe, pulsanti, rotolanti. Interessante.

BRIAN ENO - Reflection
Nuovo lavoro riconducibile ai suoi progetti di Ambient Music.
Suggestivo, cerebrale, affascinante, mi rimane il dubbio (personale e opinabile) sull'utilità artistica di operazioni simili.
Non la colgo, è un mio limite.

JAPANDROIDS - Near To The Wild Heart Of Life
Powerful guitar rock, qualche sguardo a certi Clash ma sostanzialmente poco interessante.

BAUSTELLE - L’amore e la violenza
Osannato dalla critica a prescindere.
Un viaggio nel pop italiano più evocativo e pseudo impegnato (da Battiato alla disco pop degli anni ’80) e in certo brit pop (Pulp in particolare) con tanto di abbondanza di arrangiamenti enfatici.
Inutile e irritante.

ALEX FORNARI - L’interruzione
L'ex voce dei Pale Tv, una delle prime band a portare la new wave in Italia nei primi anni 80, torna con il secondo album solista dove, ancora una volta dopo l'esordio di "Di tutte le ferite", riesce a convincere con un lavoro di grande qualità.
Una base di rock malato che prende ispirazione da Lou Reed, Iggy Pop e Bowie dei 70's e 80's ma con un approccio e una visione assolutamente attuali.
Brani potenti, elettrici, scarni, di efficacia immediata, con la voce di Alex a farla da protagonista.

BIG MOUNTAIN COUNTY / LAME - split
Prezioso split ep 12 pollici condiviso, due brani a testa, da quella meravigliosa realtà rock psichedelica romana dei Big Mountain County con i torinesi Lame (band composta da (membri di Movie Star Junkies, Two bo's Maniacs, Cave Dogs).
I BMC confermano di essere tra i principali esponenti di una forma moderna di psichedelia che guarda al passato ma con un'attitudine proiettata nello spazio futuro (e un retro gusto kraut rock che rende il tutto ancora più saporito).
Più garage oriented i Lame con un sound che non disdegna riferimenti a certo rock n roll oscuro caro ai Cramps.

GIAMPAOLO CORRADINI & the WEEKEND WARRIORS - s/t
La band reggiana è all'esordio ma Corradini ha alle spalle una lunga militanza con altre realtà come Substitutes e The Youngs.
 Gli otto brani dell'album coniugano la passione per le sonorità 60's (Animals, Who, Kinks) con una visione moderna che dai Jam va al brit pop. Sound chitarristico, asciutto, elettrico, nervoso, brani ottimi, energia a profusione. Un album che soddisferà in pieno chi ama il mod sound e affini.

STRATO'S - Lo sbirro, la liceale, il maniaco
I giovanissimi parmigiani sono entrati in studio e in una giornata hanno sfornato un delizioso album strumentale perfettamente in linea con il titolo.
Tra questi solchi si evoca quel sound di chiara provenienza 70's che marchiava le colonne sonore dei polizieschi italiani o delle commedie sexy dell'epoca. Ai tempi ad appannaggio di autori come Ennio Morricone, Franco Micalizzi, Piero Piccioni, Riz Ortolani, ripresi recentemente con grande cura dai Calibro 35. Effetto finale godibilissimo e suggestivo, ben suonato e perfettamente in linea con il gusto e il sound dei tempi ricordati. Ottimo.

RADAR - Re-pop
Storica band (veronese) che nel 1982 pubblicò il primo album per la Wea e che ora ritorna con un nuovo lavoro e formazione rinnovata, ripartendo dalle stesse coordinate elettro pop degli esordi, con un pizzico di Duran Duran e un approccio lirico che riporta spesso, nell'uso dell'ironia e della scansione del cantato, ad Elio e le storie tese (vedi "Cuoca calabra"). Ben fatto, brani accattivanti e di facile fruibilità, molto divertente e coinvolgente. Bentornati !

LOVE THIEVES - Soft
Godibile e gradevolissimo esordio della band toscana che rinverdisce la freschezza di certo pop punk che dai primi Blondie arriva a Primitives e Cardigans con quel gusto per la melodia 60's che rende il tutto stupendamente fruibile. La ruvidezza chitarristica di fondo aggiunge pepe e urgenza al contesto, l'immediatezza delle composizioni garantisce genuinità.
Ben suonato e cantato, produzione senza fronzoli, ottime le canzoni.

ZIZKOV - Antracite
La band bolognese è attiva dal 2005 ma all'attivo c'è solo un ep sei anni fa. Finalmente il silenzio discografico è compensato da un album di otto brani, registrato in diretta e lo-fi in sala prove, mettendo in campo un sound molto particolare e intrigante a base di atmosfere noir, di gusto surf, jazz, dalle parti dei Tornados e degli Shadows, Link Wray fino al John Zorn di "Naked City" e certe atmosfere scurissime che furono care ai Morphine.
Strumentale e inquietante, molto interessante.

LETTO
RAY CHARLES - Brother Ray
Rilettura di un classico.
L’autobiografia, sincera e “senza filtri” di Brother Ray, attraverso i successi, le cadute,l’eroina, il sesso sfrenato e tanto altro. Non te l’aspetti dal piacione sorridente ma qui c’è tutto il ver oRay, con pregi e tan ti difetti. Sempre ottima lettura.

COSE & SUONI
Mie recensioni quotidiane su www.radiocoop.it e mensili su CLASSIC ROCK

domenica, gennaio 22, 2017

Il Disco Genetico



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Ritrovato in Colombia dal ricercatore Klaus Dona, il Disco Genetico è uno dei reperti archeologici più particolari e misteriosi.

E' un disco in pietra (lidite, una pietra nera) di epoca precolombiana (datato a circa 6.000 anni fa) di circa 2 kili e 27 cm di diametro che sulle sue due facce racchiude i “segreti della vita” in quanto sembra contenere informazioni genetiche, una sorta di rappresentazione di un processo evolutivo dalla rana all'uomo.

Sono visibili organi genitali, spermatozoi, ovuli e la fecondazione dell’ovulo che si trasforma in embrione fino ad arrivare alla formazione del feto.
Sono raffigurati anche un uomo ed una donna, con i genitali in evidenza mentre compaiono anche un bambino, un uomo ed una donna, ma con tratti somatici particolari e piuttosto diversi da quelli dell'essere umano.

L’aspetto più misterioso e particolare sono le piccole immagini di un ovulo e degli spermatozoi che, come è noto, sono visibili solo attraverso il microscopio.

Il Disco Genetico è esposto al Museo di Scienze Naturali di Vienna

sabato, gennaio 21, 2017

Radio Garden



Esiste un sito (spettacolare) grazie al quale si può viaggiare nel mondo e ascoltare centinaia di RADIO LOCALI (in ogni continente) in tempo reale.
Interessantissimo e divertentissimo.

http://radio.garden/

venerdì, gennaio 20, 2017

Antonio Virgilio Savona ‎– E' Lunga La Strada



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, Massimo Ranieri e la seconda pare del progetto "Malìa", parliamo oggi di un album di ANTONIO VIRGILIO SAVONA, voce del Quartetto Cetra.

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

ANTONIO VIRGILIO SAVONA è stato membro del QUARTETTO CETRA, noto per le canzoncine di sapore swing leggero, per le divertenti e gigione apparizioni televisive in bianco e nero, per la buffa versione di “Nella vecchia fattoria” ma è stato anche un brillante compositore (che per il Quartetto Cetra scriveva la musica e la maggior parte delle canzoni oltre a curare gli arrangiamenti vocali) che negli anni ’70 ha scelto una strada imprevedibile e imprevista, indirizzandosi al cantautorato impegnato, con testi duri ed estremi e una poetica militante, dal linguaggio diretto e senza freni inibitori.

“E’ lunga la strada” è il suo capolavoro e un album dimenticato che meriterebbe un posto di primo piano nella storia della musica italiana.

L’approccio musicale è molto vicino a quello di De Andrè, ballate malinconiche prevalentemente pianoforte (o chitarra) e voce mentre i testi, di stampo marxista, anti americano e anti clericale, sono quanto mai duri.
Voce sicura, brani minimali ma arrangiati con cura e di ottima presa.

Di Antonio Virgilio Savona parlammo già qui:
http://tonyface.blogspot.it/2014/09/virgilio-savona.html

Sono cose delicate
https://www.youtube.com/watch?v=zHK8qRVYGBY

La merda
https://www.youtube.com/watch?v=1RTJv8sZQ6A

Il testamento del parroco Meslier
https://www.youtube.com/watch?v=fFvUs_Skz64

giovedì, gennaio 19, 2017

The Five Faces - SX 225



La band genovese, tornata in attività recentemente dall'infinito passato dei primi 80's, mette a segno un nuovo colpo firmando un nuovo album per l'inglese Detour Records (che aveva già curato la stampa di un DVD live in Inghilterra e di un album sempre live).

Curato nei minimi particolari presenta una band fresca e che fa dell'immediatezza sonora la sua principale caratteristica.
Sarebbe facile derubricarli a mod revival del 79.
Personalmente credo si tratti invece del Sound of 78, quello che attingeva ancora dal pub rock più elettrico (Dr. Feelgood, Eddie and the Hot Rods), si affiancava a primi Jam, Buzzcocks, Undertones e Jolt, anticipava di un soffio l'arrivo di bands come Vapors, Purple Hearts o Chords.

C'è energia ma anche tanta melodia di gusto 60's pop, ottimi brani, chitarre sporche ma ben calibrate, ritmica potente, belle voci.
Support !

https://www.facebook.com/TheFiveFaces

mercoledì, gennaio 18, 2017

Lola - Kinks



LOLA è uno dei brani più particolari e curiosi dei KINKS, scritta da Ray Davies e inclusa in Lola Versus Powerman and the Moneygoround, Part One, e pubblicata su singolo nel 1970.

Nella sua autobiografia, il fratello Dave Davies sostiene di essere lui l'autore della musica, dicendo che dopo che ebbe mostrato al fratello gli accordi della melodia, Ray ci scrisse sopra un testo.

Il testo racconta la storia di un ragazzo che incontra un travestito in un night club nel quartiere londinese di Soho.
Nel libro The Kinks: The Official Biography, Ray racconta (senza troppi giri di parole) che l'ispirazione gli venne da un episodio capitato al manager della band, Robert Wace.

« Nel suo appartamento, Robert aveva ballato tutta la notte con questa negretta, e diceva: "Mi sembra di sentire qualcosa qui".
Ed era tutto okay fino a quando ce ne andammo verso le 6 di mattina e io dissi: "Gli hai visto la mazza?", lui rispose di si, ma anche che era troppo fatto e ubriaco per preoccuparsene. »


Ray Davies dichiarò che non importava "di che sesso fosse Lola, lei è OK ".
Pare che il riferimento reale fosse per l'attrice trans Candy Darling (star della Factory di Andy Warhol per cui recitò in Flesh e alla quale LOU REED dedicò il brano "Candy Says" e la citò in "Walk on the wild side") con cui (si mormora) Ray Davies abbia avuto una breve relazione.

Il brano non venne censurato alla radio per l'argomento a sfondo sessuale, bensì per il riferimento alla Coca-Cola all'inizio del brano, che successivamente dovette essere modificato in "Cherry Cola" (Ray Davies dovette tornare con un volo dagli States dove i Kinks erano in tour per sostituire il verso "Coca Cola" con "Cherry Cola").

Il singolo raggiunse la seconda posizione in classifica in Inghilterra e la nona in USA.

https://www.youtube.com/watch?v=NGdqCtX4VCM

https://www.youtube.com/watch?v=aAMrqqFGZjo

martedì, gennaio 17, 2017

Jack Nitzsche



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta. Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, Henry Padovani escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale, Bruce Foxton, da sempre nelle retrovie con Jam, Stiff Little Figers, Casbah Club, Glen Matlock fuori dai Sex Pistols appena prima del successo, il grande batterista Jim Keltner, Steve Jones, ex Sex Pistols e tanto altro, Dave Davies dei Kinks, Ari Paffgen (figlio di Nico e Alain Delon), Linda Eastman , Daryll Jones dei Rolling Stones, tocca oggi a JACK NITZSCHE, produttore e compositore.

Le precedenti puntate qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

Figura quasi se,pre in ombra ma di spessore artistico eccelso JACK NITZSCHE ha lavorato a fianco di Rolling Stones, Willy De Ville, Neil Young, Graham Parker, oltre ad avere composto decine di colonne sonore per titoli prestigiosi.

Inizia come braccio destro di Phil Spector (con cui arrangia "River Deep, Mountain High" di Ike and Tina Turner), suona il sax, compone "Needles and Pins" per Jackie DeShannon poi ripreso dai Searchers.
Nel 1964 incontra i ROLLING STONES con cui suona pianoforte, percussioni e altri strumenti in "The Rolling Stones No. 2", "Out of Our Heads", "Aftermath" e "Between the Buttons" e nei singoli "Paint It, Black" e "Let's Spend the Night Together" curando gli arrangiamenti per i cori di "You Can't Always Get What You Want".

Produce parecchi lavori di NEIL YOUNG (in particolare "Harvest") e suona in tour con lui nei 70's.

Rompe con Neil Young e finisce male tra droga e depressione.

Torna in attività alla fine dei 70's lavorando con Graham Parker in "Squeezing Out Sparks" e WILLY DEVILLE in "Cabretta", "Return to Magenta" e "Coup de Grâce".

Si è dedicato a lungo alle colonne sonore (tra cui quella di "Head" dei Monkees e "Performance"), vincendo anche parecchi premi.
Tra queste:
L'esorcista, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Hardcore, Cruising, Ufficiale e gentiluomo, 9 settimane e ½, The Hot Spot - Il posto caldo , Sirene.

lunedì, gennaio 16, 2017

Rotte Indipendenti



“Rotte Indipendenti: Bologna, Milano, Torino e Roma“ è un viaggio video di quattro ore all’interno degli ultimi 30 anni (dagli anni ‘70 ai primi 2000) della scena musicale indipendente italiana e attraverso il suo profondo rinnovamento, realizzato su idea di Giordano Sangiorgi e Giangiacomo De Stefano, curata poi insieme a Lara Rongoni per la SonneFilm.

Ben fatti, piuttosto esaustivi e suggestivi nel ricostruire un tempo (attraverso la voce dei principali protagonisti) che sembra sempre più lontano nella sua creatività, urgenza, spontaneità.
Un documento prezioso.

BOLOGNA
https://www.youtube.com/watch?v=v36Pgkci70Q

MILANO
https://www.youtube.com/watch?v=htodA1Ri9d4

TORINO
https://www.youtube.com/watch?v=H5BEPBpYmhw

ROMA
https://www.youtube.com/watch?v=uUweAoGbcrA

domenica, gennaio 15, 2017

Transfagarasan



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

E' considerata tra le più belle e suggestive strade del mondo.

La Transfagarasan si snoda per 152 kilometri attraversando riserve naturali fino a raggiungere il lago glaciale Balea e collega le Regioni della Transilvania e della Muntenia.

Fu costruita per volere di Nicolae Ceauşescu ( da cui il nomignolo la Follia di Ceauşescu), tra il 1970 e il 1974, per permettere alle truppe rumene di attraversare i Carpazi rapidamente in caso di invasione sovietica.

Parte da Bascov, vicino a Pitesti, passa per Curtea de Arges e si snoda attraverso le montagne più alte della Romania (intorno ai 2.000 metri) regalando viste mozzafiato, tra paesaggi aridi e verdi vallate, e termina a Cartisoara tra gallerie, viadotti e numerosi tornanti.

La Transfagarasan è aperta solo 4 mesi l’anno, quelli estivi, a causa delle condizioni climatiche.
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